Nel mondo contemporaneo tre potenze hanno una capacità militare, economica e diplomatica nettamente superiore alla maggior parte degli altri Stati: Stati Uniti, Russia e Cina. Questo non significa che siano le uniche potenze coinvolte nelle guerre. Significa che le loro decisioni possono modificare direttamente o indirettamente gli equilibri di intere regioni.
Una distinzione fondamentale
Non tutte le forme di coinvolgimento militare sono una guerra. Un esercito può combattere direttamente, può bombardare un territorio, può condurre operazioni contro gruppi armati, può fornire armi a un alleato oppure può mantenere basi e truppe in una regione senza essere direttamente impegnato nei combattimenti. Per questo questo dossier non attribuisce arbitrariamente un numero di "guerre" a ciascuna potenza.
Dove sono le tre potenze?
Il principale fronte diretto è il conflitto con l'Iran. Gli USA mantengono inoltre una vasta rete di alleanze, basi e operazioni militari.
La guerra contro l'Ucraina rimane il principale conflitto militare russo. Mosca mantiene inoltre presenza e influenza militare in diverse aree dell'Africa e del Medio Oriente.
La Cina non combatte attualmente una guerra aperta di scala comparabile, ma esercita una crescente pressione militare su Taiwan e nei mari contesi dell'Asia.
🇺🇸 Stati Uniti
La principale rete militare globale.
Gli Stati Uniti possiedono una rete globale di alleanze, basi, flotte, aviazione, intelligence e accordi di sicurezza. Il loro coinvolgimento nei conflitti mondiali avviene quindi attraverso strumenti molto diversi.
Iran
Nel 2026 gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti nel conflitto con l'Iran insieme a Israele. Gli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e la successiva risposta iraniana contro obiettivi e basi statunitensi hanno trasformato il confronto in un conflitto militare aperto. A ottobre i pasdaran hanno colpito la gasiera NV Sunshine sulla rotta lungo la costa dell'Oman protetta da Washington, e Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran: «O ci date tutto o non esisterete più» (CBS News, USNI News). Tra il 17 e il 19 ottobre la Marina dei Pasdaran ha annunciato che tre petroliere hanno urtato mine nello Stretto di Hormuz, senza indicarne nome o bandiera e senza conferme indipendenti (Irna, via Al Jazeera). Secondo il Centcom lo Stretto è stato bonificato e circa il 97% delle navi lo attraversa senza danni; la Casa Bianca attende la risposta iraniana a una controproposta trasmessa tramite il Qatar (Fox News, The Jerusalem Post via Axios).
Iraq e Siria
Gli Stati Uniti hanno mantenuto per anni operazioni militari contro lo Stato Islamico e continuano a mantenere una presenza militare nella regione. Il livello e la natura delle operazioni cambiano nel tempo e non devono essere automaticamente classificati come una nuova guerra interstatale.
Ucraina
Washington sostiene l'Ucraina attraverso armi, intelligence, addestramento, assistenza economica e supporto politico. Gli Stati Uniti non combattono direttamente contro le forze russe sul territorio ucraino.
Israele
Gli Stati Uniti sono il principale alleato strategico di Israele e forniscono assistenza militare, sistemi d'arma, munizioni, tecnologia e sostegno diplomatico. Il rapporto USA-Israele rappresenta uno degli elementi centrali della geopolitica del Medio Oriente.
Medio Oriente e Golfo
Gli Stati Uniti mantengono basi e installazioni militari in diversi Paesi del Golfo e della regione, oltre a forze navali e aeree. Questa rete permette a Washington di intervenire rapidamente in caso di crisi.
Cina e Taiwan
Washington mantiene una politica di sostegno a Taiwan, fornisce armi all'isola e mantiene una strategia di "ambiguità strategica" sulla possibilità di un intervento diretto in caso di guerra. La rivalità con Pechino rappresenta uno dei principali fronti strategici statunitensi.
Dove sono presenti gli Stati Uniti?
NATO, deterrenza verso la Russia, presenza militare in diversi Paesi europei e sostegno all'Ucraina.
Israele, Iran, Golfo Persico, Iraq, Siria, Mar Rosso e rotte energetiche rappresentano aree centrali della strategia americana.
Giappone, Corea del Sud, Filippine, Australia e Taiwan sono elementi fondamentali della strategia di contenimento e deterrenza nei confronti della Cina.
Gli Stati Uniti mantengono attività di sicurezza, intelligence, cooperazione militare e operazioni antiterrorismo in diversi Paesi africani, con una presenza che varia nel tempo.
Perché Washington interviene?
Interessi dichiarati
- Difesa degli alleati.
- Contrasto al terrorismo.
- Protezione delle rotte commerciali.
- Deterrenza nei confronti di potenze rivali.
- Protezione della sicurezza nazionale.
- Prevenzione della proliferazione nucleare.
Interessi strategici
- Mantenere la propria posizione dominante nel sistema internazionale.
- Proteggere le principali rotte commerciali ed energetiche.
- Impedire che una singola potenza domini Europa o Asia.
- Proteggere la rete globale di alleanze.
- Limitare l'espansione dell'influenza russa e cinese.
🇷🇺 Russia
La guerra in Ucraina e la proiezione militare oltre i confini.
Per la Russia la guerra contro l'Ucraina rappresenta di gran lunga il principale impegno militare. Parallelamente, Mosca ha cercato di mantenere o espandere la propria influenza attraverso Africa, Medio Oriente, mercenari, fornitura di armi, accordi militari e cooperazione con governi locali.
Ucraina
La guerra russo-ucraina nasce nel 2014 con l'annessione russa della Crimea e il conflitto nel Donbass. Il 24 febbraio 2022 la Russia avvia l'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Nel 2026 il conflitto rimane il principale teatro di combattimento delle forze armate russe. Il 9 ottobre 2026, dopo una telefonata Trump-Putin, gli Usa hanno sospeso fino al 7 aprile 2027 le sanzioni sul gasolio russo, mentre a Miami i colloqui con la delegazione ucraina si sono chiusi senza accordo; Zelensky ha parlato di «regali a Putin» (Axios, Sky TG24). L'11 ottobre Trump ha annunciato una «tregua energetica» tra Russia e Ucraina: Kiev la sostiene se Mosca la rispetta, il Cremlino non l'ha confermata (investingLive, con Cnn e Abc News). Il 12 ottobre Zelensky ha accusato Mosca di averla già violata con attacchi a impianti del gas nella regione di Kharkiv, mentre il portavoce Peskov ha detto che i colloqui proseguono (Al Jazeera, The Moscow Times); lo stesso giorno l'Ue ha approvato quasi 1.600 nuove iscrizioni nella lista delle sanzioni contro la Russia. Il 13 ottobre Trump ha insistito che la tregua esiste e ha parlato di «violazioni da entrambe le parti»; secondo Reuters, quel giorno Mosca non ha colpito obiettivi energetici per la prima volta da domenica, ma un raid su un palazzo di Kharkiv ha causato quattro morti. Dodici senatori Usa dei due partiti, tra cui Mitch McConnell, hanno chiesto di revocare l'accordo sul diesel russo e Ukrenergo ha disposto limitazioni ai consumi elettrici in diverse regioni per il 14 ottobre (Al Jazeera, The National, Ukrinform). Lo stesso 13 ottobre l'Ue ha aperto con l'Ucraina altri due capitoli dei negoziati di adesione, dopo il ritiro del veto ungherese (Euronews). Il 15 ottobre Zelensky ha tolto i limiti agli attacchi contro le raffinerie russe. In un'intervista a Newsmax Trump ha detto di non essere «un grande fan di Zelensky» e lo ha definito «non una brava persona con cui trattare» (The Kyiv Independent). Il 16 ottobre il contrasto ha dominato il secondo giorno del vertice Ue di Bruxelles: secondo Euronews, Trump avrebbe detto che con Zelensky è «più difficile» trattare che con Putin e avrebbe chiesto nuove elezioni in Ucraina. I leader Ue hanno condannato l'accordo sul diesel russo, con l'eccezione della Bulgaria, e hanno promesso di mantenere le sanzioni finché durerà l'invasione. Zelensky ha chiesto altri 70 miliardi di euro di aiuti per il 2027 (Euronews). Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre droni ucraini hanno colpito San Pietroburgo, con almeno un morto e incendi al terminal petrolifero secondo il governatore Aleksandr Beglov; Kiev denuncia due morti per i raid russi su Volinia e Zaporizhzhia. Il 18 ottobre Zelensky ha detto che la guerra «deve essere portata a termine» dopo aver parlato con gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner (Al Jazeera, con Afp e Reuters).
Africa
La Russia ha costruito negli anni una presenza militare e politica in diversi Paesi africani. Il sistema che ruotava attorno al gruppo Wagner è stato progressivamente riorganizzato sotto strutture legate direttamente allo Stato russo. Sudan, Libia, Repubblica Centrafricana, Mali e altre aree sono importanti per comprendere la proiezione russa.
Iran
Russia e Iran hanno sviluppato una cooperazione politica, economica e militare. La relazione è diventata particolarmente importante all'interno della contrapposizione con gli Stati Uniti e con l'ordine regionale sostenuto da Washington. Il 19 ottobre il ministro degli Esteri Sergej Lavrov è atteso a Teheran per colloqui sulla crisi in Medio Oriente (Interfax, via Newsquawk).
NATO ed Europa
La Russia considera l'espansione della NATO verso est uno degli elementi fondamentali della propria percezione di minaccia. La guerra in Ucraina ha trasformato questo confronto in una contrapposizione militare permanente tra Mosca e il blocco euro-atlantico.
La Russia oltre l'Ucraina
Ucraina, Bielorussia, Moldavia e area del Mar Nero costituiscono uno spazio strategico fondamentale per Mosca.
La Russia ha mantenuto per anni una presenza militare in Siria e rapporti strategici con Iran e altri attori regionali. Il suo ruolo regionale è cambiato con l'evoluzione della guerra in Ucraina.
Mosca cerca accesso politico, militare ed economico attraverso rapporti con governi africani e strutture militari russe.
L'Artico è diventato sempre più importante per la Russia per ragioni militari, energetiche, commerciali e territoriali.
Perché Mosca combatte?
Obiettivi dichiarati
- Sicurezza nazionale.
- Difesa degli interessi russi.
- Protezione delle popolazioni russofone secondo la narrativa del Cremlino.
- Opposizione all'espansione della NATO.
- Difesa della posizione russa come grande potenza.
Obiettivi strategici
- Mantenere una zona d'influenza nello spazio post-sovietico.
- Impedire un completo allineamento dell'Ucraina con l'Occidente.
- Mantenere accesso a infrastrutture militari e rotte strategiche.
- Rafforzare i rapporti con Stati non occidentali.
- Ridurre il peso geopolitico degli Stati Uniti.
🇨🇳 Cina
La potenza che punta maggiormente sulla pressione strategica.
La Cina rappresenta un caso diverso da Stati Uniti e Russia. Pechino non è attualmente impegnata in una guerra aperta paragonabile alla guerra Russia-Ucraina o al conflitto USA-Iran del 2026. La sua proiezione militare è però in forte crescita.
Taiwan
Taiwan è il principale punto di possibile conflitto tra Cina e Stati Uniti. Pechino considera Taiwan parte del territorio cinese e non rinuncia all'uso della forza. Le forze armate cinesi conducono regolarmente esercitazioni aeree e navali attorno all'isola. Il 12 ottobre 2026 Pechino ha sanzionato il ministro paraguaiano delle Tecnologie dell'informazione Gustavo Villate e il ministro degli Esteri del Belize Francis Fonseca per i legami con Taiwan, che conserva 12 alleati diplomatici; il Paraguay ha respinto le sanzioni (Associated Press, ABC Color). Il 18 ottobre la guardia costiera di Taiwan ha allontanato 16 imbarcazioni cinesi, tra guardacoste, navi da ricerca e pescherecci, attorno all'isola e all'atollo di Pratas, parlando di «guerra ibrida»; a luglio Taipei aveva contato 244 navi non militari cinesi attorno all'isola, contro le 58 di luglio 2025. Pechino non ha commentato (Al Jazeera).
Mar Cinese Meridionale
La Cina rivendica vaste aree del Mar Cinese Meridionale. Le controversie coinvolgono soprattutto Filippine, Vietnam, Malaysia, Brunei e Taiwan. Nel 2026 sono aumentati gli incidenti e i confronti tra Cina e Filippine in alcune aree contese.
Stati Uniti
La rivalità USA-Cina è oggi una delle principali competizioni geopolitiche del mondo. Il confronto riguarda tecnologia, semiconduttori, commercio, intelligenza artificiale, marina militare, Taiwan, spazio e controllo delle catene industriali. Dopo il vertice Xi-Trump i due Paesi hanno ripristinato canali di dialogo su commercio, investimenti, agricoltura, intelligenza artificiale e tra i militari; il 7 ottobre 2026 però gli Usa e altre 14 economie, tra cui Ue, Italia, Giappone e India, hanno firmato una dichiarazione contro la sovraccapacità industriale alimentata da politiche «non di mercato», senza la Cina tra i firmatari (USTR, China Econ Notes). Il 15-16 ottobre i leader Ue hanno chiesto alla Commissione nuovi strumenti di difesa commerciale, tra cui misure di salvaguardia con quote e dazi, per proteggere chimica e macchinari dalle esportazioni cinesi; il deficit commerciale Ue con la Cina è di circa 360 miliardi di euro (Euronews). Il segretario di Stato Usa Marco Rubio è in India dal 17 al 22 ottobre, con una visita alla raffineria di Jamnagar (Ians). Il 19 ottobre l'Ufficio nazionale di statistica cinese ha comunicato una crescita del Pil del 4,5% nel terzo trimestre, sopra il 4,4% atteso e al limite inferiore dell'obiettivo 2026 (4,5-5%); secondo Reuters a sostenere l'economia sono soprattutto le esportazioni, con la Cina avviata a superare il surplus commerciale record di 1.200 miliardi di dollari del 2025 (InvestingLive, Reuters). Il 16 ottobre, a Baku, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto al presidente israeliano Isaac Herzog di fermare la «creazione forzata» di insediamenti in Cisgiordania, definendo la questione palestinese «la più grande ingiustizia storica di questo secolo» (Next Century Foundation).
Russia
Pechino e Mosca hanno rafforzato la cooperazione economica e diplomatica. La Cina non è però formalmente un alleato militare della Russia nella guerra contro l'Ucraina. Il rapporto serve soprattutto a rafforzare un ordine internazionale meno dipendente dagli Stati Uniti.
Africa
La Cina ha una presenza economica molto forte in Africa, con infrastrutture, investimenti, prestiti e commercio. Pechino dispone inoltre di una base militare a Gibuti, la sua prima base militare all'estero.
Oceano Indiano
La Cina sta sviluppando capacità navali sempre più globali e cerca di proteggere le proprie rotte commerciali ed energetiche. L'espansione navale si collega alla strategia delle "Sea Lines of Communication", cioè alla protezione delle principali rotte marittime.
Dove si concentra la Cina?
È il principale punto di rischio militare. Pechino vuole impedire l'indipendenza formale dell'isola e mantiene aperta la possibilità dell'uso della forza.
La Cina ha costruito e militarizzato diverse installazioni nelle aree che considera sotto la propria sovranità.
La Cina considera l'area dell'Asia orientale fondamentale per la propria sicurezza e deve confrontarsi con la presenza militare statunitense e con gli alleati di Washington.
La strategia cinese privilegia investimenti, infrastrutture, commercio, prestiti e presenza diplomatica, accompagnati da una crescente capacità militare.
Perché Pechino evita, per ora, una guerra aperta?
Costi
- Una guerra con Taiwan potrebbe coinvolgere gli Stati Uniti.
- Il commercio cinese dipende fortemente dalle rotte marittime.
- Una guerra potrebbe provocare enormi perdite economiche.
- Le sanzioni internazionali potrebbero danneggiare l'economia cinese.
Strategia
- Pressione militare senza guerra totale.
- Costruzione progressiva della marina.
- Controllo delle infrastrutture strategiche.
- Espansione economica internazionale.
- Riduzione della dipendenza dalla tecnologia occidentale.
Tre potenze, tre modelli diversi
Gli Stati Uniti dispongono della rete militare globale più estesa e di una vasta rete di alleanze.
La Russia concentra una parte enorme della propria potenza militare sulla guerra in Ucraina e utilizza parallelamente strumenti militari e politici per mantenere influenza in altre regioni.
La Cina sta costruendo rapidamente capacità militari globali ma, per ora, utilizza soprattutto pressione, deterrenza, commercio, investimenti e competizione tecnologica invece di entrare in una guerra aperta.
Chi è direttamente in guerra?
| Potenza | Guerra diretta principale | Altri coinvolgimenti | Principale avversario strategico |
|---|---|---|---|
| 🇺🇸 Stati Uniti | Iran · 2026 | Medio Oriente, Iraq/Siria, sostegno a Israele, sostegno all'Ucraina, presenza NATO e Indo-Pacifico. | Cina / Russia / Iran |
| 🇷🇺 Russia | Ucraina | Africa, Medio Oriente, Bielorussia, Caucaso e confronto strategico con NATO. | Stati Uniti / NATO / Ucraina |
| 🇨🇳 Cina | Nessuna guerra interstatale aperta di pari scala | Taiwan, Mar Cinese Meridionale, presenza navale, pressione economica e competizione tecnologica. | Stati Uniti |
Perché queste potenze sono coinvolte nei conflitti?
Territorio
Il controllo del territorio continua a essere fondamentale: confini, basi militari, porti, corridoi terrestri, risorse e profondità strategica.
Risorse
Petrolio, gas, minerali strategici, acqua e infrastrutture energetiche influenzano molte delle decisioni geopolitiche.
Rotte commerciali
Chi controlla o protegge le principali rotte marittime possiede un enorme vantaggio economico e strategico.
Alleanze
Una potenza globale non combatte necessariamente da sola: gli alleati permettono di condividere basi, intelligence, armi, denaro e capacità militari.
Tecnologia
Semiconduttori, intelligenza artificiale, satelliti, droni, spazio e sistemi di comunicazione sono diventati elementi centrali della competizione militare.
Influenza
Una grande potenza cerca di impedire che i propri rivali controllino regioni considerate strategiche.
Non esiste una sola guerra mondiale: esiste una competizione mondiale
Il mondo del 2026 non è diviso semplicemente in due blocchi come durante la Guerra fredda. Le tre superpotenze interagiscono contemporaneamente attraverso guerre, alleanze, commercio, sanzioni, tecnologia, intelligence, cyberwarfare e pressione militare.
Quante guerre fanno davvero?
Non esiste un numero unico e universalmente riconosciuto. Dipende da cosa si considera "guerra".
| Categoria | USA | Russia | Cina |
|---|---|---|---|
| Guerra diretta | Iran · 2026 | Ucraina | 0 |
| Operazioni militari | Numerose | Numerose | Numerose attività di pressione |
| Supporto ad altri attori | Molto elevato | Elevato | Elevato sul piano economico e diplomatico |
| Presenza militare estera | Globale | Regionale | In espansione |
| Principale rischio futuro | Escalation con Iran / Cina | Escalation con NATO | Taiwan / USA |
Il vero campo di battaglia è l'ordine mondiale
La competizione tra Stati Uniti, Russia e Cina non riguarda soltanto il campo di battaglia. Riguarda chi stabilisce le regole del sistema internazionale, chi controlla le principali rotte commerciali, chi dispone della tecnologia più avanzata, chi può imporre sanzioni, chi controlla le infrastrutture strategiche e chi riesce a costruire la rete di alleanze più forte.
Le guerre regionali sono quindi spesso anche il luogo nel quale si confrontano interessi delle grandi potenze. Questo non significa che ogni guerra sia "causata" da una superpotenza. Significa che, quando una grande potenza entra in un conflitto, il conflitto stesso può assumere una dimensione internazionale molto più ampia.
Per capire una guerra non basta chiedersi chi sta sparando. Bisogna anche chiedersi chi fornisce le armi, chi finanzia, chi offre intelligence, chi garantisce protezione diplomatica, chi controlla le rotte e quali interessi strategici sono in gioco.
Fonti principali
Il dossier distingue deliberatamente tra fonti istituzionali, organizzazioni internazionali, centri di ricerca e fonti giornalistiche.
- Council on Foreign Relations — Global Conflict Tracker
- International Crisis Group — conflitti e crisi internazionali
- Consiglio dell'Unione europea — documentazione sulla guerra Russia-Ucraina
- Institute for the Study of War — analisi militari
- Center for Strategic and International Studies — sicurezza internazionale
- ACLED — dati sui conflitti e sulla violenza politica
- Reuters — aggiornamenti sugli eventi internazionali
- Al Jazeera — Medio Oriente e geopolitica internazionale
- U.S. Department of State — politica estera degli Stati Uniti
- U.S. Department of Defense — operazioni e presenza militare USA
- Al Jazeera e Reuters (via Kathmandu Post) — la «tregua energetica» e i raid russi, 13 ottobre 2026
- The National — i senatori Usa chiedono di revocare l'accordo sul diesel russo, 13 ottobre 2026
- Euronews — nuovi capitoli dei negoziati di adesione Ue-Ucraina, 13 ottobre 2026
- USTR — dichiarazione di 15 economie sulla sovraccapacità industriale, 7 ottobre 2026
- China Econ Notes — dialogo Usa-Cina e greggio iraniano, 13 ottobre 2026
- Reuters (via CNN Brasil), Ansa — petrolio e gas, 13 ottobre 2026
- Casa Bianca — ordine esecutivo di attuazione della legge Graham, 16 ottobre 2026
- Bloomberg (via Business Standard) — Trump sospende dazi e sanzioni della legge Graham, 17 ottobre 2026
- The Kyiv Independent — le parole di Trump su Zelensky, 16 ottobre 2026
- Euronews — Ucraina, Cina e diesel russo al vertice Ue, 16 ottobre 2026
- Ians — la sospensione dei dazi e il viaggio di Rubio in India, 17 ottobre 2026
- EnergyNow — Brent vicino ai 110 dollari dopo gli attacchi a Hormuz, 16 ottobre 2026
- Axios — Trump sospende le nuove sanzioni alla Russia, le reazioni al Congresso, 17 ottobre 2026
- Kyiv Post — attacco russo alla rete elettrica e critiche di Zelensky alla sospensione, 17 ottobre 2026
- Next Century Foundation — Gaza Information Index (Wang Yi a Baku), 17 ottobre 2026
- Al Jazeera, Fox News, The Jerusalem Post — petroliere e mine a Hormuz; Taiwan respinge 16 navi cinesi; droni su San Pietroburgo, 18-19 ottobre 2026
- InvestingLive, Reuters, ABC News, FXStreet — Pil cinese del terzo trimestre e Brent dopo la deroga Usa, 19 ottobre 2026
- Reuters, Cbs — tregua Iran-Usa-Israele, attacchi Houthi a Shaybah e Yanbu, Brent, export cinese e DeepSeek, 19-20 ottobre 2026
- Il Post, Reuters, Ansa, Radio Free Europe, Kyiv Independent, Al Jazeera, Liga.net, Times of Israel, Ap, The National, investingLive, Bloomberg — Patriot a Kiev, Oleshky, Abu Dhabi, voto in Israele, Iran e Hormuz, Binance, Borsa cinese e midterm, 27 ottobre - 2 novembre 2026
- Ap, Rté, The Times of Israel, Al Jazeera, Cbs News, Reuters, Ctv, Global News — tregua di Oleshky, missili su Kiev, voto in Israele, vertice del «patto della Mecca», Hezbollah, terre rare e dazi Usa-Canada, 26-27 ottobre 2026
- Kyiv Independent, Euronews/Afp, Abc News, Reuters, Poder360 — colloqui trilaterali di novembre, tregua di Oleshky, Kim Jong Un in Cina, Brent e voto in Brasile, 25-26 ottobre 2026
- Al Jazeera, Reuters, New York Times, Times of Israel, Fox News — piani Usa-Israele sull'Iran, «piccola Epic Fury», attacchi Houthi in Arabia Saudita, colloqui di Abu Dhabi e tregua a Oleshky, 21-24 ottobre 2026
- Al Jazeera, CiberCuba (Wall Street Journal), Iran International (The Hill, Cnn), Webindia123 (Tasnim, Press TV), Reuters — preparativi militari Usa, risposta iraniana, vertice di Istanbul, Houthi su Aden e proteste a Tirana, 24-25 ottobre 2026
- Newsquawk (Interfax) — Lavrov in visita in Iran il 19 ottobre