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Approfondimento fisso · Geopolitica

Le tre superpotenze: guerre, alleanze e potere nel mondo

Stati Uniti, Russia e Cina: dove combattono, dove intervengono, quali conflitti sostengono, quali alleanze costruiscono e quali interessi strategici perseguono.

Dossier di Il Contribuente · geopolitica · conflitti · alleanze · potere militare

Nel mondo contemporaneo tre potenze hanno una capacità militare, economica e diplomatica nettamente superiore alla maggior parte degli altri Stati: Stati Uniti, Russia e Cina. Questo non significa che siano le uniche potenze coinvolte nelle guerre. Significa che le loro decisioni possono modificare direttamente o indirettamente gli equilibri di intere regioni.

Ultimo aggiornamento editoriale: 2 novembre 2026 · la situazione dei conflitti è soggetta a cambiamenti continui
Metodo

Una distinzione fondamentale

Non tutte le forme di coinvolgimento militare sono una guerra. Un esercito può combattere direttamente, può bombardare un territorio, può condurre operazioni contro gruppi armati, può fornire armi a un alleato oppure può mantenere basi e truppe in una regione senza essere direttamente impegnato nei combattimenti. Per questo questo dossier non attribuisce arbitrariamente un numero di "guerre" a ciascuna potenza.

GUERRA DIRETTA Le forze armate della potenza combattono direttamente contro un altro Stato o contro un'organizzazione armata.
OPERAZIONE Attività militare limitata o specifica che non equivale necessariamente a una guerra generale.
SUPPORTO Armi, intelligence, addestramento, finanziamenti o assistenza militare.
PRESENZA Basi, truppe, navi o aerei presenti in una determinata regione.
PRESSIONE Esercitazioni, intimidazione, coercizione economica o militare e competizione strategica.
Perché questa distinzione è importante? Dire che gli Stati Uniti "combattono 20 guerre", per esempio, mescolando guerre vere, basi militari, missioni, aiuti militari e alleanze, produce un numero apparentemente impressionante ma giornalisticamente poco serio. Lo stesso vale per Russia e Cina.
Il quadro al 27 ottobre 2026

Dove sono le tre potenze?

🇺🇸 Stati Uniti
Coinvolgimento militare diretto
1+ conflitto principale direttamente combattuto nel 2026

Il principale fronte diretto è il conflitto con l'Iran. Gli USA mantengono inoltre una vasta rete di alleanze, basi e operazioni militari.

🇷🇺 Russia
Guerra diretta
1 guerra interstatale principale

La guerra contro l'Ucraina rimane il principale conflitto militare russo. Mosca mantiene inoltre presenza e influenza militare in diverse aree dell'Africa e del Medio Oriente.

🇨🇳 Cina
Guerra diretta
0 guerre interstatali aperte comparabili a Ucraina/Iran

La Cina non combatte attualmente una guerra aperta di scala comparabile, ma esercita una crescente pressione militare su Taiwan e nei mari contesi dell'Asia.

Attenzione al dato "0" della Cina. Zero guerre dirette non significa zero attività militare. Pechino conduce esercitazioni, pattugliamenti, operazioni della guardia costiera e attività di pressione soprattutto attorno a Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Nel 2026 Taiwan ha segnalato una crescente presenza cinese aerea e navale attorno all'isola, comprese attività associate a scenari di blocco e controllo delle linee marittime.
Aggiornamento 14 ottobre. L'intesa tra Washington e Mosca sul diesel russo pesa sui mercati dell'energia: il 13 ottobre il Brent ha chiuso a 105,69 dollari al barile (-0,9%, Reuters), mentre il gas europeo Ttf è salito in serata a 86,7 euro al megawattora, ai massimi da fine 2022 (Ansa). A settembre le importazioni cinesi di greggio iraniano sono scese a circa 590 mila barili al giorno, il livello più basso da gennaio 2023 (China Econ Notes).
Aggiornamento 17 ottobre. Il 16 ottobre Trump ha firmato un ordine esecutivo che attua la legge Graham sulle sanzioni a Russia e Iran, ma ne sospende subito dazi e gran parte delle sanzioni. Secondo Bloomberg la scelta evita uno scontro con Cina, India e Turchia, i principali acquirenti di energia russa. Lo stesso giorno il Brent ha chiuso a 109,86 dollari al barile (+3,7%), dopo nuovi attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz (EnergyNow).
Aggiornamento 18 ottobre. La sospensione delle sanzioni della legge Graham, decisa 48 ore prima dell'entrata in vigore, evita i dazi secondari che avrebbero colpito Cina e India, grandi acquirenti di petrolio russo (Axios). La Casa Bianca la giustifica con i negoziati di pace in corso; Zelensky e parlamentari dei due partiti, dal repubblicano Thom Tillis al democratico Chuck Schumer, la criticano. Nel Golfo Stati Uniti e Iran rivendicano entrambi il controllo dello Stretto di Hormuz: secondo l'agenzia britannica Ukmto almeno 12 navi sono state attaccate nella settimana chiusa il 16 ottobre, e secondo Al Jazeera i flussi di petrolio sono al 68% del livello prebellico, con Pakistan e Qatar mediatori. In Asia la premier giapponese Sanae Takaichi ha inviato il 17 ottobre un'offerta rituale al santuario Yasukuni senza visitarlo; le agenzie cinesi Xinhua e China Daily ricordano che il tempio onora anche criminali di guerra condannati (Sbs, Xinhua).
Aggiornamento 19 ottobre. Il Brent è sceso all'apertura asiatica a circa 108 dollari al barile (-1,6/-1,7%) dopo la deroga di Trump a sanzioni e dazi della legge Graham; secondo Reuters Trump ha poi detto che la decisione non è ancora definitiva, e Rubio ha spiegato che il presidente potrà prendersi fino a 60 giorni per valutarne l'impatto (ABC News, FXStreet). Nel Golfo i Pasdaran rivendicano tre petroliere colpite da mine a Hormuz tra il 17 e il 19 ottobre, senza conferme indipendenti; il comando Usa Centcom sostiene di aver bonificato lo Stretto (Fox News, Al Jazeera). In Cina il Pil del terzo trimestre è cresciuto del 4,5% sull'anno, sopra il 4,4% atteso (Ufficio nazionale di statistica, via InvestingLive e Reuters). Domenica la guardia costiera di Taiwan ha respinto 16 imbarcazioni cinesi parlando di «guerra ibrida» (Al Jazeera). Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è atteso oggi a Teheran (Interfax, via Newsquawk).
Aggiornamento 20 ottobre. La tregua tra Iran, Stati Uniti e Israele resta appesa: il segretario alla Guerra Usa Pete Hegseth è stato da Netanyahu («pronti a finire il lavoro»), e secondo Cbs Netanyahu ha detto a Trump al telefono «Donald, abbiamo un lavoro da finire». Teheran si è appellata all'Onu, i negoziati sono fermi e il Pakistan resta l'unica mediazione. Lavrov è stato a Teheran dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi; Emmanuel Macron ha iniziato una visita di tre giorni nel Golfo, con al centro Hormuz. Gli Houthi rivendicano attacchi agli impianti sauditi di Shaybah e Yanbu: il Brent ha chiuso il 19 ottobre a circa 109,5 dollari e il Wti è ai massimi da metà settembre (Reuters). La Cina ha varato una stretta sull'export di 40 tecnologie, tra cui intelligenza artificiale, chip e solare, e il 20 ottobre ha lasciato fermi i tassi Lpr per il 17° mese; gli Stati Uniti hanno escluso DeepSeek da tutte le agenzie federali civili (Reuters). A Mosca Putin ha approvato il rimpasto del governo Mishustin, con Anton Siluanov vicepremier.
Aggiornamento 24 ottobre. Riepilogo 21-24 ottobre. Iran: secondo il New York Times, ripreso dall'Irish Times, militari americani e israeliani preparano un'operazione breve ma intensa contro l'Iran dopo il voto di metà mandato del 3 novembre; la Casa Bianca non commenta. Il 22 ottobre i pasdaran rivendicano azioni contro sette navi intorno a Hormuz, senza conferme indipendenti (Reuters). Il 23 ottobre, a un comizio a Fort Myers, Trump ha detto: «Potremmo fare un'altra piccola Epic Fury, oppure accetteranno»; l'ambasciatore Usa in Turchia Tom Barrack aveva parlato di un attacco possibile «già questo fine settimana», escludendo un cambio di regime, mentre Netanyahu chiede di rovesciare il governo di Teheran (Times of Israel con Reuters). Il Brent ha toccato 114,7 dollari, massimo da cinque mesi; secondo Fox News Putin riceverà a Mosca il presidente iraniano Masoud Pezeshkian la prossima settimana. Golfo: gli Houthi hanno colpito l'aeroporto di Dammam (due morti) e Shaybah (due morti), Aramco ha evacuato la sede di Dhahran e gli Stati Uniti hanno richiamato parte dei diplomatici dall'Arabia Saudita (Reuters, Al Jazeera); a Riad Macron ha ottenuto da Mohammed bin Salman la proroga delle forniture supplementari di gasolio alla Francia (Eliseo). Ucraina: dopo l'incontro del 21 ottobre a San Pietroburgo con l'inviato Usa Steve Witkoff, Putin si è detto disponibile a colloqui trilaterali, che il Cremlino colloca nella prima metà di novembre ad Abu Dhabi; poche ore dopo Mosca ha colpito Kiev con missili, anche con testate a grappolo (Al Jazeera). La Casa Bianca attribuisce a Melania Trump una tregua a Oleshky per evacuare circa 2.000 civili, che secondo Kiev scatterebbe il 27 ottobre; il Cremlino dice che i tempi sono ancora in via di coordinamento. Trump ha detto che Elon Musk ripristinerà l'accesso ucraino a Starlink. Nel Mar Nero un drone ha affondato il cargo Khoryv al largo di Costanza: la Romania accusa Mosca, che non ha commentato, e la Nato rafforza la sorveglianza (Al Jazeera). Il 22 ottobre il Parlamento europeo ha assegnato il Premio Sakharov alla Corte penale internazionale, colpita dalle sanzioni americane del 9 ottobre (Euronews).
Aggiornamento 25 ottobre. Iran: secondo il Wall Street Journal, ripreso da CiberCuba, la portaerei USS George Washington, nel Mar Arabico, ha caricato missili a lungo raggio e bombe anti-bunker GBU-31; il Pentagono dice che nessuna decisione è stata presa. Secondo The Hill, ripreso da Iran International, le opzioni per nuovi raid dopo il voto del 3 novembre sono state presentate al segretario alla Guerra Pete Hegseth, e la Cnn riferisce che gli Usa spostano diplomatici e familiari da Libano, Emirati, Qatar e Giordania. Il capo di stato maggiore iraniano Ali Abdollahi ha detto che nessuna nave militare Usa entrerà nel Golfo Persico (Press TV), mentre l'agenzia Tasnim smentisce nuove proposte ai mediatori pakistani. A Istanbul Turchia, Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto, con Regno Unito, Francia, Germania e Italia, hanno chiesto di evitare nuovi attacchi; il direttore dell'Aiea Rafael Grossi chiede il ritorno degli ispettori in Iran (Al Jazeera). In un comizio in Georgia Trump ha difeso l'uscita dall'accordo nucleare del 2015. Golfo: gli Houthi hanno colpito di nuovo Aden e, secondo Al Jazeera, detriti di un missile sono caduti sulla Mecca, senza un bilancio verificato. Il Brent ha chiuso venerdì a 116,72 dollari, massimo da aprile. Balcani: a Tirana una protesta guidata dagli studenti contro il premier Edi Rama è finita in scontri con oltre 300 feriti; Rama accusa «attori stranieri» e indica Russia e Iran per la disinformazione online (Al Jazeera, Reuters).
Aggiornamento 26 ottobre. Ucraina: Zelensky ha confermato alla tv TSN un nuovo round di colloqui trilaterali con Russia e Stati Uniti a novembre. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha detto a Vesti che Mosca è pronta dopo il 4 novembre; la sede più probabile è Abu Dhabi, intorno al 10 novembre. Zelensky definisce il territorio «una linea rossa» da discutere solo tra leader e avverte che allentare le sanzioni prima dei colloqui indebolisce Kiev: il riferimento è alla deroga di Trump sul petrolio russo (Kyiv Independent). A Oleshky la tregua umanitaria scatta all'alba del 27 ottobre; il segretario generale dell'Onu António Guterres l'ha accolta con favore (Euronews/Afp). Asia: Kim Jong Un è entrato in Cina a Dandong dal nuovo ponte sullo Yalu, accolto da Wang Huning; è la sua sesta visita in Cina, la prima in un anno (Abc News, Ap). Iran: Teheran dice che i contatti con Washington continuano tramite intermediari, ma non c'è un piano per riaprire Hormuz; lunedì all'apertura asiatica il Brent era a 115,48 dollari (Reuters). Americhe: Lula ha vinto il ballottaggio in Brasile con il 51,78% contro il 48,22% di Flávio Bolsonaro, che chiede l'annullamento del voto (Poder360, InfoMoney). Al confine col Canada Trump ha previsto un accordo sui dazi «molto presto» (Reuters).
Aggiornamento 27 ottobre. Ucraina: alle 3 ora ucraina del 27 ottobre è scattata la tregua locale a Oleshky, negoziata con la mediazione di Melania Trump; secondo l'Onu in città restano fino a 2.000 persone e la tregua dovrebbe durare almeno fino a sabato (Ap). Poche ore prima missili balistici russi hanno colpito Kiev vicino a un campus universitario: per il sindaco Vitali Klitschko un morto e otto feriti (Rté). Mosca dice di poter valutare altre tregue locali, ma non rallenterà la guerra. Medio Oriente: oggi Israele vota per la Knesset; secondo Channel 12 e Kan il capo di Stato maggiore Eyal Zamir si è scontrato con Netanyahu su un'azione legata all'Iran e sull'operazione a Hebron; Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz smentiscono lo scontro sull'Iran (The Times of Israel). A Teheran sauditi, turchi e pakistani hanno tenuto il primo vertice del «patto della Mecca» con i vertici iraniani, senza annunci concreti (Al Jazeera, Cbs). Secondo fonti libanesi sentite da Reuters, Hezbollah si prepara a una nuova guerra con fondi iraniani. Cina e Usa: il 10 novembre scade la sospensione cinese dei controlli sull'export di terre rare decisi nell'ottobre 2025; secondo il ministero del Commercio cinese la tregua sui dazi vale fino al 10 gennaio 2027 (Electronics Risk Brief). Americhe: il premier canadese Mark Carney dice che gli Usa si stanno «avvicinando alla nostra posizione» (Ctv, Global News).
Aggiornamento 2 novembre — la settimana. Ucraina: il 30 ottobre il Dipartimento di Stato Usa ha approvato la vendita a Kiev di 500 missili Patriot per 2,1 miliardi di dollari, pagati con donazioni di Germania, Canada e Norvegia (Il Post, Reuters). Zelensky ha proposto a Trump di sospendere per un mese gli attacchi alle raffinerie russe in cambio dei Patriot (Ansa, Radio Free Europe). Il nuovo incontro a tre Ucraina-Usa-Russia ad Abu Dhabi è atteso tra il 6 e il 10 novembre; il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov parla di garanzie di sicurezza «reciproche». A Oleshky si è conclusa l'evacuazione dei civili sotto tregua, con voli via Gomel, in Bielorussia (Kyiv Independent, Al Jazeera); fuori dalla tregua i raid russi sull'energia hanno lasciato senza luce circa 280mila famiglie tra Kiev e Dnipro (Liga.net). Al G20 degli Esteri di Atlanta Sergej Lavrov ha avuto un breve colloquio con Marco Rubio e la foto di gruppo è stata cancellata. Medio Oriente: in Israele il blocco di Netanyahu ha 53 seggi su 120, lontano dai 61 della maggioranza (Ansa). Trump dice di «non avere fretta» con l'Iran ma che restano «uno o due siti» da colpire; Teheran minaccia una risposta «senza confini» (Times of Israel, Ap). Hormuz resta chiuso: a ottobre almeno 35 attacchi a navi commerciali; il 1° novembre l'Opec+ ha lasciato ferme le quote di dicembre (The National). Corea del Nord: l'Fbi attribuisce al gruppo TraderTraitor il furto da 6,3 miliardi di dollari a Binance (Ap). Cina: dopo il peggior mese della Borsa da oltre dieci anni, il 2 novembre la banca centrale incontra le banche per sostenere i listini (investingLive, Bloomberg). Stati Uniti: il 3 novembre si vota per il Congresso; oltre 54 milioni di americani hanno già votato (Ap).
Superpotenza 01

🇺🇸 Stati Uniti

La principale rete militare globale.

GUERRA DIRETTA: IRAN · 2026

Gli Stati Uniti possiedono una rete globale di alleanze, basi, flotte, aviazione, intelligence e accordi di sicurezza. Il loro coinvolgimento nei conflitti mondiali avviene quindi attraverso strumenti molto diversi.

Guerra diretta

Iran

Nel 2026 gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti nel conflitto con l'Iran insieme a Israele. Gli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani e la successiva risposta iraniana contro obiettivi e basi statunitensi hanno trasformato il confronto in un conflitto militare aperto. A ottobre i pasdaran hanno colpito la gasiera NV Sunshine sulla rotta lungo la costa dell'Oman protetta da Washington, e Trump ha lanciato un ultimatum a Teheran: «O ci date tutto o non esisterete più» (CBS News, USNI News). Tra il 17 e il 19 ottobre la Marina dei Pasdaran ha annunciato che tre petroliere hanno urtato mine nello Stretto di Hormuz, senza indicarne nome o bandiera e senza conferme indipendenti (Irna, via Al Jazeera). Secondo il Centcom lo Stretto è stato bonificato e circa il 97% delle navi lo attraversa senza danni; la Casa Bianca attende la risposta iraniana a una controproposta trasmessa tramite il Qatar (Fox News, The Jerusalem Post via Axios).

Operazioni militari

Iraq e Siria

Gli Stati Uniti hanno mantenuto per anni operazioni militari contro lo Stato Islamico e continuano a mantenere una presenza militare nella regione. Il livello e la natura delle operazioni cambiano nel tempo e non devono essere automaticamente classificati come una nuova guerra interstatale.

Supporto militare

Ucraina

Washington sostiene l'Ucraina attraverso armi, intelligence, addestramento, assistenza economica e supporto politico. Gli Stati Uniti non combattono direttamente contro le forze russe sul territorio ucraino.

Alleanza militare

Israele

Gli Stati Uniti sono il principale alleato strategico di Israele e forniscono assistenza militare, sistemi d'arma, munizioni, tecnologia e sostegno diplomatico. Il rapporto USA-Israele rappresenta uno degli elementi centrali della geopolitica del Medio Oriente.

Presenza militare

Medio Oriente e Golfo

Gli Stati Uniti mantengono basi e installazioni militari in diversi Paesi del Golfo e della regione, oltre a forze navali e aeree. Questa rete permette a Washington di intervenire rapidamente in caso di crisi.

Deterrenza

Cina e Taiwan

Washington mantiene una politica di sostegno a Taiwan, fornisce armi all'isola e mantiene una strategia di "ambiguità strategica" sulla possibilità di un intervento diretto in caso di guerra. La rivalità con Pechino rappresenta uno dei principali fronti strategici statunitensi.

Dove sono presenti gli Stati Uniti?

Europa

NATO, deterrenza verso la Russia, presenza militare in diversi Paesi europei e sostegno all'Ucraina.

Medio Oriente

Israele, Iran, Golfo Persico, Iraq, Siria, Mar Rosso e rotte energetiche rappresentano aree centrali della strategia americana.

Indo-Pacifico

Giappone, Corea del Sud, Filippine, Australia e Taiwan sono elementi fondamentali della strategia di contenimento e deterrenza nei confronti della Cina.

Africa

Gli Stati Uniti mantengono attività di sicurezza, intelligence, cooperazione militare e operazioni antiterrorismo in diversi Paesi africani, con una presenza che varia nel tempo.

Perché Washington interviene?

Interessi dichiarati

  • Difesa degli alleati.
  • Contrasto al terrorismo.
  • Protezione delle rotte commerciali.
  • Deterrenza nei confronti di potenze rivali.
  • Protezione della sicurezza nazionale.
  • Prevenzione della proliferazione nucleare.

Interessi strategici

  • Mantenere la propria posizione dominante nel sistema internazionale.
  • Proteggere le principali rotte commerciali ed energetiche.
  • Impedire che una singola potenza domini Europa o Asia.
  • Proteggere la rete globale di alleanze.
  • Limitare l'espansione dell'influenza russa e cinese.
Superpotenza 02

🇷🇺 Russia

La guerra in Ucraina e la proiezione militare oltre i confini.

GUERRA DIRETTA: UCRAINA

Per la Russia la guerra contro l'Ucraina rappresenta di gran lunga il principale impegno militare. Parallelamente, Mosca ha cercato di mantenere o espandere la propria influenza attraverso Africa, Medio Oriente, mercenari, fornitura di armi, accordi militari e cooperazione con governi locali.

Guerra diretta

Ucraina

La guerra russo-ucraina nasce nel 2014 con l'annessione russa della Crimea e il conflitto nel Donbass. Il 24 febbraio 2022 la Russia avvia l'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Nel 2026 il conflitto rimane il principale teatro di combattimento delle forze armate russe. Il 9 ottobre 2026, dopo una telefonata Trump-Putin, gli Usa hanno sospeso fino al 7 aprile 2027 le sanzioni sul gasolio russo, mentre a Miami i colloqui con la delegazione ucraina si sono chiusi senza accordo; Zelensky ha parlato di «regali a Putin» (Axios, Sky TG24). L'11 ottobre Trump ha annunciato una «tregua energetica» tra Russia e Ucraina: Kiev la sostiene se Mosca la rispetta, il Cremlino non l'ha confermata (investingLive, con Cnn e Abc News). Il 12 ottobre Zelensky ha accusato Mosca di averla già violata con attacchi a impianti del gas nella regione di Kharkiv, mentre il portavoce Peskov ha detto che i colloqui proseguono (Al Jazeera, The Moscow Times); lo stesso giorno l'Ue ha approvato quasi 1.600 nuove iscrizioni nella lista delle sanzioni contro la Russia. Il 13 ottobre Trump ha insistito che la tregua esiste e ha parlato di «violazioni da entrambe le parti»; secondo Reuters, quel giorno Mosca non ha colpito obiettivi energetici per la prima volta da domenica, ma un raid su un palazzo di Kharkiv ha causato quattro morti. Dodici senatori Usa dei due partiti, tra cui Mitch McConnell, hanno chiesto di revocare l'accordo sul diesel russo e Ukrenergo ha disposto limitazioni ai consumi elettrici in diverse regioni per il 14 ottobre (Al Jazeera, The National, Ukrinform). Lo stesso 13 ottobre l'Ue ha aperto con l'Ucraina altri due capitoli dei negoziati di adesione, dopo il ritiro del veto ungherese (Euronews). Il 15 ottobre Zelensky ha tolto i limiti agli attacchi contro le raffinerie russe. In un'intervista a Newsmax Trump ha detto di non essere «un grande fan di Zelensky» e lo ha definito «non una brava persona con cui trattare» (The Kyiv Independent). Il 16 ottobre il contrasto ha dominato il secondo giorno del vertice Ue di Bruxelles: secondo Euronews, Trump avrebbe detto che con Zelensky è «più difficile» trattare che con Putin e avrebbe chiesto nuove elezioni in Ucraina. I leader Ue hanno condannato l'accordo sul diesel russo, con l'eccezione della Bulgaria, e hanno promesso di mantenere le sanzioni finché durerà l'invasione. Zelensky ha chiesto altri 70 miliardi di euro di aiuti per il 2027 (Euronews). Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre droni ucraini hanno colpito San Pietroburgo, con almeno un morto e incendi al terminal petrolifero secondo il governatore Aleksandr Beglov; Kiev denuncia due morti per i raid russi su Volinia e Zaporizhzhia. Il 18 ottobre Zelensky ha detto che la guerra «deve essere portata a termine» dopo aver parlato con gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner (Al Jazeera, con Afp e Reuters).

Influenza militare

Africa

La Russia ha costruito negli anni una presenza militare e politica in diversi Paesi africani. Il sistema che ruotava attorno al gruppo Wagner è stato progressivamente riorganizzato sotto strutture legate direttamente allo Stato russo. Sudan, Libia, Repubblica Centrafricana, Mali e altre aree sono importanti per comprendere la proiezione russa.

Partnership strategica

Iran

Russia e Iran hanno sviluppato una cooperazione politica, economica e militare. La relazione è diventata particolarmente importante all'interno della contrapposizione con gli Stati Uniti e con l'ordine regionale sostenuto da Washington. Il 19 ottobre il ministro degli Esteri Sergej Lavrov è atteso a Teheran per colloqui sulla crisi in Medio Oriente (Interfax, via Newsquawk).

Confronto strategico

NATO ed Europa

La Russia considera l'espansione della NATO verso est uno degli elementi fondamentali della propria percezione di minaccia. La guerra in Ucraina ha trasformato questo confronto in una contrapposizione militare permanente tra Mosca e il blocco euro-atlantico.

La Russia oltre l'Ucraina

Europa orientale

Ucraina, Bielorussia, Moldavia e area del Mar Nero costituiscono uno spazio strategico fondamentale per Mosca.

Medio Oriente

La Russia ha mantenuto per anni una presenza militare in Siria e rapporti strategici con Iran e altri attori regionali. Il suo ruolo regionale è cambiato con l'evoluzione della guerra in Ucraina.

Africa

Mosca cerca accesso politico, militare ed economico attraverso rapporti con governi africani e strutture militari russe.

Artico

L'Artico è diventato sempre più importante per la Russia per ragioni militari, energetiche, commerciali e territoriali.

Perché Mosca combatte?

Obiettivi dichiarati

  • Sicurezza nazionale.
  • Difesa degli interessi russi.
  • Protezione delle popolazioni russofone secondo la narrativa del Cremlino.
  • Opposizione all'espansione della NATO.
  • Difesa della posizione russa come grande potenza.

Obiettivi strategici

  • Mantenere una zona d'influenza nello spazio post-sovietico.
  • Impedire un completo allineamento dell'Ucraina con l'Occidente.
  • Mantenere accesso a infrastrutture militari e rotte strategiche.
  • Rafforzare i rapporti con Stati non occidentali.
  • Ridurre il peso geopolitico degli Stati Uniti.
Superpotenza 03

🇨🇳 Cina

La potenza che punta maggiormente sulla pressione strategica.

GUERRA DIRETTA: 0

La Cina rappresenta un caso diverso da Stati Uniti e Russia. Pechino non è attualmente impegnata in una guerra aperta paragonabile alla guerra Russia-Ucraina o al conflitto USA-Iran del 2026. La sua proiezione militare è però in forte crescita.

Pressione militare

Taiwan

Taiwan è il principale punto di possibile conflitto tra Cina e Stati Uniti. Pechino considera Taiwan parte del territorio cinese e non rinuncia all'uso della forza. Le forze armate cinesi conducono regolarmente esercitazioni aeree e navali attorno all'isola. Il 12 ottobre 2026 Pechino ha sanzionato il ministro paraguaiano delle Tecnologie dell'informazione Gustavo Villate e il ministro degli Esteri del Belize Francis Fonseca per i legami con Taiwan, che conserva 12 alleati diplomatici; il Paraguay ha respinto le sanzioni (Associated Press, ABC Color). Il 18 ottobre la guardia costiera di Taiwan ha allontanato 16 imbarcazioni cinesi, tra guardacoste, navi da ricerca e pescherecci, attorno all'isola e all'atollo di Pratas, parlando di «guerra ibrida»; a luglio Taipei aveva contato 244 navi non militari cinesi attorno all'isola, contro le 58 di luglio 2025. Pechino non ha commentato (Al Jazeera).

Contesa territoriale

Mar Cinese Meridionale

La Cina rivendica vaste aree del Mar Cinese Meridionale. Le controversie coinvolgono soprattutto Filippine, Vietnam, Malaysia, Brunei e Taiwan. Nel 2026 sono aumentati gli incidenti e i confronti tra Cina e Filippine in alcune aree contese.

Competizione strategica

Stati Uniti

La rivalità USA-Cina è oggi una delle principali competizioni geopolitiche del mondo. Il confronto riguarda tecnologia, semiconduttori, commercio, intelligenza artificiale, marina militare, Taiwan, spazio e controllo delle catene industriali. Dopo il vertice Xi-Trump i due Paesi hanno ripristinato canali di dialogo su commercio, investimenti, agricoltura, intelligenza artificiale e tra i militari; il 7 ottobre 2026 però gli Usa e altre 14 economie, tra cui Ue, Italia, Giappone e India, hanno firmato una dichiarazione contro la sovraccapacità industriale alimentata da politiche «non di mercato», senza la Cina tra i firmatari (USTR, China Econ Notes). Il 15-16 ottobre i leader Ue hanno chiesto alla Commissione nuovi strumenti di difesa commerciale, tra cui misure di salvaguardia con quote e dazi, per proteggere chimica e macchinari dalle esportazioni cinesi; il deficit commerciale Ue con la Cina è di circa 360 miliardi di euro (Euronews). Il segretario di Stato Usa Marco Rubio è in India dal 17 al 22 ottobre, con una visita alla raffineria di Jamnagar (Ians). Il 19 ottobre l'Ufficio nazionale di statistica cinese ha comunicato una crescita del Pil del 4,5% nel terzo trimestre, sopra il 4,4% atteso e al limite inferiore dell'obiettivo 2026 (4,5-5%); secondo Reuters a sostenere l'economia sono soprattutto le esportazioni, con la Cina avviata a superare il surplus commerciale record di 1.200 miliardi di dollari del 2025 (InvestingLive, Reuters). Il 16 ottobre, a Baku, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha chiesto al presidente israeliano Isaac Herzog di fermare la «creazione forzata» di insediamenti in Cisgiordania, definendo la questione palestinese «la più grande ingiustizia storica di questo secolo» (Next Century Foundation).

Partnership

Russia

Pechino e Mosca hanno rafforzato la cooperazione economica e diplomatica. La Cina non è però formalmente un alleato militare della Russia nella guerra contro l'Ucraina. Il rapporto serve soprattutto a rafforzare un ordine internazionale meno dipendente dagli Stati Uniti.

Presenza internazionale

Africa

La Cina ha una presenza economica molto forte in Africa, con infrastrutture, investimenti, prestiti e commercio. Pechino dispone inoltre di una base militare a Gibuti, la sua prima base militare all'estero.

Competizione marittima

Oceano Indiano

La Cina sta sviluppando capacità navali sempre più globali e cerca di proteggere le proprie rotte commerciali ed energetiche. L'espansione navale si collega alla strategia delle "Sea Lines of Communication", cioè alla protezione delle principali rotte marittime.

Dove si concentra la Cina?

Taiwan

È il principale punto di rischio militare. Pechino vuole impedire l'indipendenza formale dell'isola e mantiene aperta la possibilità dell'uso della forza.

Mar Cinese Meridionale

La Cina ha costruito e militarizzato diverse installazioni nelle aree che considera sotto la propria sovranità.

Giappone e Corea

La Cina considera l'area dell'Asia orientale fondamentale per la propria sicurezza e deve confrontarsi con la presenza militare statunitense e con gli alleati di Washington.

Africa

La strategia cinese privilegia investimenti, infrastrutture, commercio, prestiti e presenza diplomatica, accompagnati da una crescente capacità militare.

Perché Pechino evita, per ora, una guerra aperta?

Costi

  • Una guerra con Taiwan potrebbe coinvolgere gli Stati Uniti.
  • Il commercio cinese dipende fortemente dalle rotte marittime.
  • Una guerra potrebbe provocare enormi perdite economiche.
  • Le sanzioni internazionali potrebbero danneggiare l'economia cinese.

Strategia

  • Pressione militare senza guerra totale.
  • Costruzione progressiva della marina.
  • Controllo delle infrastrutture strategiche.
  • Espansione economica internazionale.
  • Riduzione della dipendenza dalla tecnologia occidentale.
Confronto

Tre potenze, tre modelli diversi

Gli Stati Uniti dispongono della rete militare globale più estesa e di una vasta rete di alleanze.

La Russia concentra una parte enorme della propria potenza militare sulla guerra in Ucraina e utilizza parallelamente strumenti militari e politici per mantenere influenza in altre regioni.

La Cina sta costruendo rapidamente capacità militari globali ma, per ora, utilizza soprattutto pressione, deterrenza, commercio, investimenti e competizione tecnologica invece di entrare in una guerra aperta.

Confronto quantitativo

Chi è direttamente in guerra?

Potenza Guerra diretta principale Altri coinvolgimenti Principale avversario strategico
🇺🇸 Stati Uniti Iran · 2026 Medio Oriente, Iraq/Siria, sostegno a Israele, sostegno all'Ucraina, presenza NATO e Indo-Pacifico. Cina / Russia / Iran
🇷🇺 Russia Ucraina Africa, Medio Oriente, Bielorussia, Caucaso e confronto strategico con NATO. Stati Uniti / NATO / Ucraina
🇨🇳 Cina Nessuna guerra interstatale aperta di pari scala Taiwan, Mar Cinese Meridionale, presenza navale, pressione economica e competizione tecnologica. Stati Uniti
La domanda più importante

Perché queste potenze sono coinvolte nei conflitti?

Territorio

Il controllo del territorio continua a essere fondamentale: confini, basi militari, porti, corridoi terrestri, risorse e profondità strategica.

Risorse

Petrolio, gas, minerali strategici, acqua e infrastrutture energetiche influenzano molte delle decisioni geopolitiche.

Rotte commerciali

Chi controlla o protegge le principali rotte marittime possiede un enorme vantaggio economico e strategico.

Alleanze

Una potenza globale non combatte necessariamente da sola: gli alleati permettono di condividere basi, intelligence, armi, denaro e capacità militari.

Tecnologia

Semiconduttori, intelligenza artificiale, satelliti, droni, spazio e sistemi di comunicazione sono diventati elementi centrali della competizione militare.

Influenza

Una grande potenza cerca di impedire che i propri rivali controllino regioni considerate strategiche.

La nuova guerra globale

Non esiste una sola guerra mondiale: esiste una competizione mondiale

Il mondo del 2026 non è diviso semplicemente in due blocchi come durante la Guerra fredda. Le tre superpotenze interagiscono contemporaneamente attraverso guerre, alleanze, commercio, sanzioni, tecnologia, intelligence, cyberwarfare e pressione militare.

Ucraina: Russia contro Ucraina, con un forte sostegno occidentale a Kiev.
Medio Oriente: il confronto USA-Israele-Iran ha assunto una dimensione regionale e coinvolge direttamente o indirettamente numerosi altri attori.
Indo-Pacifico: USA e Cina competono per il controllo strategico dell'area, con Taiwan come principale punto di possibile escalation.
Africa: Russia, Cina, Stati Uniti, Europa, Turchia e potenze regionali competono per influenza politica, risorse, infrastrutture e accesso strategico.
Come leggere i numeri

Quante guerre fanno davvero?

Non esiste un numero unico e universalmente riconosciuto. Dipende da cosa si considera "guerra".

Categoria USA Russia Cina
Guerra diretta Iran · 2026 Ucraina 0
Operazioni militari Numerose Numerose Numerose attività di pressione
Supporto ad altri attori Molto elevato Elevato Elevato sul piano economico e diplomatico
Presenza militare estera Globale Regionale In espansione
Principale rischio futuro Escalation con Iran / Cina Escalation con NATO Taiwan / USA
Conclusione metodologica: non è corretto sommare queste categorie per ottenere un numero artificiale di "guerre". Una potenza può essere coinvolta in dieci crisi senza combattere direttamente dieci guerre.
Conclusione

Il vero campo di battaglia è l'ordine mondiale

La competizione tra Stati Uniti, Russia e Cina non riguarda soltanto il campo di battaglia. Riguarda chi stabilisce le regole del sistema internazionale, chi controlla le principali rotte commerciali, chi dispone della tecnologia più avanzata, chi può imporre sanzioni, chi controlla le infrastrutture strategiche e chi riesce a costruire la rete di alleanze più forte.

Le guerre regionali sono quindi spesso anche il luogo nel quale si confrontano interessi delle grandi potenze. Questo non significa che ogni guerra sia "causata" da una superpotenza. Significa che, quando una grande potenza entra in un conflitto, il conflitto stesso può assumere una dimensione internazionale molto più ampia.

Il punto centrale

Per capire una guerra non basta chiedersi chi sta sparando. Bisogna anche chiedersi chi fornisce le armi, chi finanzia, chi offre intelligence, chi garantisce protezione diplomatica, chi controlla le rotte e quali interessi strategici sono in gioco.

Fonti principali

Il dossier distingue deliberatamente tra fonti istituzionali, organizzazioni internazionali, centri di ricerca e fonti giornalistiche.

Nota editoriale: le classificazioni presenti in questa pagina sono una sintesi redazionale. "Coinvolgimento" non equivale automaticamente a "responsabilità" e "presenza militare" non equivale automaticamente a "guerra". I dati relativi ai conflitti in corso possono cambiare rapidamente. Le informazioni operative devono quindi essere confrontate con gli ultimi aggiornamenti delle fonti originali.