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Approfondimenti fissi

Dazi e guerre commerciali

Come si è arrivati ai dazi di oggi: la cronologia verificata delle tariffe Usa dal "Liberation Day" del 2025 alla sentenza della Corte Suprema, fino al nuovo fronte aperto con il Canada ad agosto 2026.

Dossier di Il Contribuente

Nella rassegna quotidiana i dazi tornano quasi ogni settimana — un'azienda che crolla in borsa, un accordo commerciale, una nuova soglia percentuale. Ma la storia dietro ogni singolo annuncio è una sola, ed è più lineare di quanto sembri leggendola a puntate. Questa pagina la mette in fila, con date e percentuali sempre verificate.

Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026 · i nuovi sviluppi vengono comunque ripresi anche nella rassegna quotidiana quando rilevanti
2018 – 2019

Il primo mandato: la guerra dei dazi con la Cina

Nel suo primo mandato, Trump introduce i primi dazi "Section 301" contro la Cina, accusata di pratiche commerciali sleali e trasferimento forzato di tecnologia. Sono le tariffe che, mai del tutto rimosse dall'amministrazione Biden, restano ancora oggi in vigore come base su cui si sono innestati i dazi molto più ampi del 2025.

13 febbraio – 2 aprile 2025

Verso il "Liberation Day"

Il 13 febbraio 2025 Trump ordina uno studio di dazi "reciproci" calibrati Paese per Paese. Il 2 aprile, in una cerimonia al Rose Garden ribattezzata "Liberation Day", firma l'ordine esecutivo 14257: la base legale è l'IEEPA (International Emergency Economic Powers Act), una legge pensata per le emergenze nazionali, mai prima usata in questo modo per imporre dazi commerciali.

I numeri

Dal 5 aprile 2025: aliquota base del 10% su tutte le importazioni Usa. Dal 9 aprile dovevano scattare le aliquote punitive: Cina 34%, Unione europea 20%, Canada e Messico 25% (sui beni non coperti dall'accordo USMCA), Regno Unito 15%, Vietnam 46%.

Fonte: Congress.gov (CRS), Wikipedia
9 aprile – 12 maggio 2025

L'escalation record con la Cina

Dopo il crollo dei mercati (l'S&P 500 aveva perso valore per giorni), il 9 aprile Trump concede una pausa di 90 giorni sulle aliquote sopra il 10% per tutti i Paesi tranne uno: la Cina. Con Pechino scatta invece un botta e risposta senza precedenti, che nel giro di una settimana porta i dazi americani sulla Cina fino al 245% su alcuni beni, mentre la Cina risponde salendo al 125% e presenta reclamo al Wto.

I numeri

Escalation: Usa 34% → 125% → 145% (+20% di sovrattassa "fentanyl") → fino al 245% su alcuni beni (17 aprile). Cina: 34% → 84% → 125%. Il 12 maggio, alla "tregua di Ginevra", entrambe le parti tagliano drasticamente: Usa al 30%, Cina al 10%, per 90 giorni.

Fonte: Incodocs U.S.-China Tariff Timeline, Wikipedia
27 luglio 2025

Turnberry: l'accordo con l'Unione europea

A Turnberry, in Scozia, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e Trump firmano un'intesa quadro per evitare una guerra commerciale totale: un dazio generale del 15% su gran parte dell'export europeo verso gli Usa (comprese le automobili, prima al 27,5%), con un regime "zero per zero" per aerei e componenti, apparecchiature per semiconduttori e materie prime critiche. In cambio, l'Ue si impegna ad acquistare energia Usa per 250 miliardi di dollari l'anno.

I numeri

Dazio generale Ue: 15%. Impegno energetico Ue: 250 miliardi $/anno, fino a circa 700 miliardi $ entro la fine del mandato Trump. L'Ue aveva preparato contromisure fino a 95 miliardi di euro, poi sospese per dare spazio ai negoziati.

Fonte: Euronews, Parlamento europeo
Agosto – 30 ottobre 2025

Proroghe e il vertice di Busan

La tregua Usa-Cina viene prorogata più volte (Stoccolma, poi fino al 10 novembre) mentre le due delegazioni negoziano. Il 30 ottobre, al vertice di Busan tra Trump e Xi Jinping, arriva un nuovo accordo: gli Usa dimezzano la sovrattassa "fentanyl" dal 20% al 10%, la Cina rinvia di un anno le nuove restrizioni sull'export di terre rare — cruciali per l'industria tecnologica occidentale — e si impegna su nuovi acquisti di soia americana.

I numeri

Dopo Busan, la tariffa complessiva media Usa sulla Cina scende a circa il 47%.

Fonte: CNBC
28 maggio 2025 – 20 febbraio 2026

Il contenzioso legale: la sconfitta in Corte Suprema

Parallelamente al braccio di ferro diplomatico, si combatte una battaglia legale: la Corte del Commercio Internazionale Usa dichiara il 28 maggio 2025 che l'uso dell'IEEPA per imporre dazi è un eccesso di potere presidenziale, e il 29 agosto la Corte d'Appello federale conferma. Il caso arriva alla Corte Suprema, che il 20 febbraio 2026, con una maggioranza di 6 a 3, dichiara illegittimi tutti i dazi imposti tramite IEEPA: "la legge non contiene alcun riferimento a dazi o tariffe", scrivono i giudici.

I numeri

Annullati circa 166 miliardi di dollari di dazi già riscossi; oltre 2.000 cause per il rimborso, rinviate alle corti inferiori.

Fonte: White & Case, Wikipedia (Learning Resources, Inc. v. Trump)
24 febbraio 2026

Fine dei dazi IEEPA, arriva la Section 122

A mezzanotte del 24 febbraio 2026 decadono tutti i dazi basati sull'IEEPA: il dazio "traffico" sulla Cina, quelli su Canada e Messico, i dazi reciproci globali. Lo stesso giorno Trump firma un nuovo dazio globale, questa volta basato sulla Section 122 del Trade Act del 1974 — una norma diversa, valida al massimo 150 giorni — al 10%, poi annunciato in aumento al 15%. Restano invece in vigore, perché basati su altre leggi mai toccate dalla sentenza, i dazi Section 301 (Cina) e Section 232 (acciaio, alluminio, automobili, rame).

Un dato contestato
Le stime sulla tariffa media effettiva Usa-Cina dopo la sentenza variano da fonte a fonte, tra il 29,7% (Global Trade Alert) e il 35% (altre fonti di settore), a seconda di cosa viene incluso nel calcolo: un buon esempio di come lo stesso evento possa produrre numeri diversi senza che nessuna fonte stia necessariamente sbagliando.
12 marzo – 3 maggio 2025

I dazi di settore: acciaio, alluminio, automobili

Al di fuori del braccio di ferro sui dazi "reciproci", restano sempre attivi i dazi settoriali basati sulla Section 232 (sicurezza nazionale), che la sentenza della Corte Suprema non ha toccato: acciaio e alluminio al 25% dal 12 marzo 2025, portati al 50% dal 4 giugno (il Regno Unito resta eccezionalmente al 25%, per un accordo bilaterale); automobili assemblate al 25% dal 3 aprile, componenti auto al 25% dal 3 maggio.

24 agosto 2026

Il nuovo fronte: auto e Canada

Dopo il collasso dei negoziati commerciali con Ottawa, Trump annuncia il 24 agosto 2026 l'aumento dal 25% al 50% dei dazi su automobili, autocarri e acciaio canadesi, con entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2027. Il premier canadese Mark Carney ha annunciato contromisure — dazi su acciaio Usa, latticini, elettrodomestici, macchinari agricoli e cellulosa/carta — attese per l'8 settembre 2026. È l'episodio che, nella rassegna del 26 agosto, ha fatto crollare in borsa Stellantis e altri titoli della filiera auto europea.

I numeri

Dazio auto/acciaio Canada: dal 25% al 50%, dal 1° gennaio 2027.

Fonte: CBS News
12 ottobre 2026

Ue-Cina: un tetto alle ibride cinesi dopo l'intesa in 16 punti

Secondo un documento visionato da Bloomberg News, l'Unione europea si prepara a limitare a 350 mila l'anno le importazioni di auto ibride dalla Cina con un contingente tariffario: oltre la soglia scatterebbe un dazio. La quota partirebbe dal 1° dicembre, se approvata, crescerebbe del 6% l'anno dal secondo anno e durerebbe quattro anni. La misura segue l'intesa in 16 punti su commercio e investimenti raggiunta a Pechino tra il commissario Maros Sefcovic e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao. Le ibride erano rimaste in gran parte fuori dai dazi europei del 2024 sulle auto elettriche cinesi; ad agosto i marchi cinesi hanno conquistato circa un quarto delle vendite di ibride in Europa. Il ceo di Renault, François Provost, parla di «una pietra miliare»; per una società di ricerca citata nel resoconto è invece «una vittoria strategica per Pechino».

I numeri

Tetto alle ibride cinesi: 350.000 l'anno, +6% annuo, per 4 anni; deficit commerciale Ue-Cina oltre 1 miliardo di euro al giorno.

Fonte: Bloomberg News via investingLive, 12/10/2026
Aggiornamento 13 ottobre
Per rispettare le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio, il tetto riguarderebbe formalmente le ibride di tutti i Paesi, con una quota cinese almeno pari a quella di qualunque altro esportatore. Secondo la società di ricerca citata nel resoconto, Pechino avrebbe concesso un tetto sulle ibride mantenendo quasi tutto il resto. Il rapporto commerciale con la Cina resta uno dei temi che pesano sui mercati europei in avvio di settimana, insieme al petrolio sopra i 100 dollari al barile.
Aggiornamento 14 ottobre
Secondo quanto riferito dal commissario Maros Sefcovic dopo due giorni di colloqui a Pechino, il tetto di circa 350 mila ibride e ibride plug-in per il 2027 va confrontato con esportazioni cinesi stimate fino a 800 mila nel 2026; il ministero del Commercio cinese ha precisato che la «riduzione del 50%» citata nei titoli è calcolata sulle esportazioni future previste, non sui volumi attuali. L'intesa prevede anche un migliore accesso al mercato cinese per circa 4 miliardi di euro di export europeo e l'impegno di Pechino a continuare a rilasciare le licenze di esportazione di terre rare e magneti permanenti. Nell'ultimo anno le importazioni Ue di ibride plug-in sono cresciute dell'86% e i loro prezzi sono scesi del 20%; i veicoli costruiti in Cina valgono circa un terzo del segmento europeo delle ibride plug-in.
Fonte: China Econ Notes, 13/10/2026 (su dati della Commissione europea e del ministero del Commercio cinese)
Aggiornamento 14 ottobre · Usa
Il 7 ottobre, a margine del Comitato commercio dell'Ocse, gli Stati Uniti e altre 14 economie — tra cui Unione europea, Italia, Germania, Francia, Canada, Messico, Giappone, Corea del Sud, India e Regno Unito — hanno firmato una dichiarazione contro la sovraccapacità produttiva «strutturale» in settori manifatturieri chiave, chiedendo a tutti i Paesi di porre fine alle politiche «non di mercato». La Cina non è tra i firmatari. Il rappresentante al Commercio Usa Jamieson Greer ha avvertito che, senza interventi, questi squilibri «continueranno a paralizzare le industrie nazionali».
Fonte: USTR, 07/10/2026; China Econ Notes, 13/10/2026
Aggiornamento 17 ottobre · Ue
Il Consiglio europeo del 15-16 ottobre ha chiesto alla Commissione nuovi strumenti di difesa commerciale contro l'ondata di esportazioni cinesi, a partire da chimica e macchinari. Tra le opzioni ci sono misure di salvaguardia con quote e dazi, da introdurre «senza ritardi» secondo fonti ufficiali citate da Euronews. Il deficit commerciale Ue con la Cina è di circa 360 miliardi di euro e, secondo le dogane cinesi, l'export verso l'Ue è cresciuto del 25% in un anno. Il cancelliere Friedrich Merz ha detto che la cassetta degli attrezzi «sarà più grande» e verrà usata «se necessario». Ursula von der Leyen ha confermato che la Commissione inizierà a lavorarci, ma non è chiaro se lo strumento sarà pronto entro fine anno. Secondo l'Afp, Emmanuel Macron ha chiesto un «equivalente europeo della Section 301» americana. Le conclusioni non nominano la Cina e parlano di «squilibri macroeconomici».
Fonte: Euronews, 16/10/2026; Afp (via The Daily Star), 16/10/2026
Aggiornamento 17 ottobre · Usa
Il 16 ottobre Trump ha firmato l'ordine esecutivo che attua la legge Graham sulle sanzioni a Russia e Iran. Il testo prevede un dazio aggiuntivo del 500% sulle merci russe e del 100% sulle merci dei cinque maggiori acquirenti di greggio e gas russo che continueranno a comprare dal 18 ottobre, e dei cinque Paesi che più aiutano Mosca ad aggirare le sanzioni. I nuovi dazi si sommerebbero a quelli già in vigore, compresi quelli delle sezioni 122, 232 e 301. Lo stesso ordine però li sospende subito, senza scadenza; nessun Paese è nominato e il rappresentante al Commercio dovrà sorvegliare gli acquisti di energia russa. Secondo Bloomberg la scelta evita uno scontro con Cina, India e Turchia. L'India, tra i maggiori compratori di greggio russo, a febbraio aveva ottenuto il ritiro del dazio extra del 25% legato al petrolio russo (Ians).
Fonte: Casa Bianca, 16/10/2026; Bloomberg (via Business Standard), 17/10/2026; Ians, 17/10/2026
Aggiornamento 18 ottobre · Usa
La sospensione è arrivata 48 ore prima che i dazi del 500% sulle merci russe e del 100% sugli acquirenti di petrolio russo diventassero obbligatori. Secondo Axios evita dazi secondari che avrebbero colpito soprattutto Cina e India; la Casa Bianca la motiva con i negoziati di pace sull'Ucraina. Il repubblicano Thom Tillis l'ha definita «oltre l'irresponsabile», il democratico Chuck Schumer un regalo all'economia russa. Il 17 ottobre, in un comizio in Kentucky a due settimane dalle elezioni di metà mandato, Trump ha difeso i dazi sul Canada (IBTimes).
Fonte: Axios, 17/10/2026; Kyiv Post, 17/10/2026; IBTimes, 17/10/2026
Aggiornamento 18 ottobre · Ue
A margine del vertice Ue di Bruxelles, Friedrich Merz ed Emmanuel Macron hanno concordato una posizione comune per ammorbidire lo stop alle auto nuove a benzina e diesel dal 2035, legandola all'iniziativa «Made in Europe». Secondo Politico il taglio delle emissioni di CO2 delle flotte scenderebbe dal 100% al 95% rispetto al 2021, con il resto compensato da acciaio verde e riciclato prodotto in Europa. I futuri incentivi pubblici, dai bonus all'acquisto alle flotte pubbliche, andrebbero solo a veicoli costruiti nell'Ue o nel Regno Unito con un'alta quota di componenti locali, soprattutto per le celle delle batterie: la Berliner Zeitung indica una soglia del 70%. È una forma di preferenza europea che riguarda direttamente i produttori cinesi. La proposta non cambia le regole in vigore e deve passare a livello europeo; gli ambientalisti si oppongono a ogni deroga, altri critici temono che le quote di componenti europei facciano salire i prezzi delle auto elettriche.
Fonte: Report.az, 16/10/2026; Streamline Feed (Politico, Berliner Zeitung); Rio Times
Aggiornamento 19 ottobre · Cina
Secondo l'Ufficio nazionale di statistica cinese il Pil è cresciuto del 4,5% nel terzo trimestre rispetto a un anno prima, contro il 4,4% atteso e il 4,3% del secondo trimestre; a settembre le vendite al dettaglio sono salite dell'1,1% e la produzione industriale del 5,5%, mentre gli investimenti fissi dei primi nove mesi restano in calo del 7,2% (InvestingLive). Secondo Reuters a sostenere l'economia sono soprattutto le esportazioni: il surplus commerciale di settembre si è allargato più del previsto e la Cina è avviata a superare il record di 1.200 miliardi di dollari del 2025. È lo stesso flusso di merci contro cui l'Ue prepara nuovi strumenti di difesa commerciale.
Fonte: InvestingLive, 19/10/2026; Reuters (via 102.7 WBOW), 19/10/2026; Trading Economics
Aggiornamento 19 ottobre · Usa
Secondo Reuters Trump ha detto che la decisione sulla deroga ai dazi e alle sanzioni della legge Graham non è ancora definitiva; il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che il presidente potrà prendersi fino a 60 giorni per valutarne l'impatto economico. Secondo FXStreet la Turchia, in base a un accordo con Washington, dovrebbe assorbire parte del gasolio che la Russia immetterà sul mercato. All'apertura asiatica il Brent è sceso a circa 108 dollari al barile (-1,6/-1,7%).
Fonte: Reuters (via Investing.com e AsiaOne), FXStreet, ABC News, 19/10/2026
Aggiornamento 20 ottobre · Cina
Pechino ha introdotto una stretta sull'export di 40 tecnologie, tra cui intelligenza artificiale, chip e solare. Il 20 ottobre la banca centrale ha lasciato invariati i tassi di riferimento Lpr per il 17° mese consecutivo, dopo il Pil del terzo trimestre cresciuto del 4,5%. Gli Stati Uniti hanno escluso DeepSeek da tutte le agenzie federali civili.
Fonte: Reuters, 19-20/10/2026
Aggiornamento 20 ottobre · Canada ed energia
Il 19 ottobre l'Alberta ha votato in un referendum non vincolante sulla separazione dal Canada, con i risultati attesi nella notte; secondo CTV News già il 16 ottobre avevano votato oltre un milione di elettori, e i sondaggi davano in svantaggio il fronte separatista (The Hub). Sul fronte energetico, dopo gli attacchi rivendicati dagli Houthi contro gli impianti sauditi di Shaybah e Yanbu, il Brent ha chiuso il 19 ottobre a circa 109,5 dollari e il Wti è ai massimi da metà settembre.
Fonte: Reuters, 19/10/2026; CTV News, 16/10/2026; The Hub, 8/10/2026
Aggiornamento 24 ottobre · Canada
L'Alberta ha respinto la separazione: con circa tre quarti delle schede scrutinate, il 76% ha votato per restare nel Canada e il 24% per un voto vincolante sull'indipendenza; gli elettori hanno approvato anche otto delle altre nove misure non vincolanti per rafforzare la provincia nei rapporti con Ottawa. Il premier Mark Carney ha commentato che «gli albertani hanno fatto una scelta chiara»; la premier provinciale Danielle Smith si è detta «molto soddisfatta». Il risultato arriva mentre Carney cerca di ridurre la dipendenza del Canada dagli Stati Uniti nel pieno della guerra commerciale; Trump non ha commentato nell'immediato.
Fonte: Reuters (via TimesLive), 20/10/2026
Aggiornamento 24 ottobre · Asia e Cina (sviluppi 21-23 ottobre)
Secondo i dati doganali riportati da Reuters, nei primi venti giorni di ottobre le esportazioni sudcoreane sono cresciute del 105,4% su base annua (+65,9% per giorno lavorativo), trainate dai semiconduttori (+222,5%, il 44,7% del totale); il dato copre solo parte del mese. Il 22 ottobre la vendita dei titoli dei chip a Wall Street (indice dei semiconduttori di Filadelfia -6,7%) si è estesa all'Asia: il Kospi ha perso circa il 3,6% e l'indice cinese CSI 300 è entrato in fase ribassista, con 2.400 miliardi di dollari di valore persi dal picco di maggio (Saxo).
Fonte: Reuters, 21/10/2026; AP (via Star-Advertiser), 22/10/2026; Saxo, investingLive, 23/10/2026
Aggiornamento 24 ottobre · Ue ed energia
Secondo i dati Acea diffusi il 22 ottobre, a settembre le immatricolazioni di auto nell'area Ue, Regno Unito ed Efta sono cresciute del 10,2%, a circa 1,36 milioni, sostenute soprattutto dalle motorizzazioni elettrificate. Sul fronte energetico, dopo gli attacchi rivendicati dagli Houthi in Arabia Saudita il Brent ha chiuso il 22 ottobre vicino a 113 dollari, ai massimi da inizio maggio, e il 23 ha toccato 114,7 dollari dopo le parole di Trump su una nuova operazione contro l'Iran. Il 21 ottobre, secondo l'Eliseo, Riad ha accettato di prolungare le forniture supplementari di gasolio alla Francia; in Italia il 22 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto di sostegno ad autotrasporto, agricoltura e pesca colpiti dal caro gasolio, con il self service intorno a 2,26 euro al litro secondo il Mimit (Agi).
Fonte: Reuters/Acea, 22/10/2026; MarineLink (Reuters), 22/10/2026; Times of Israel (Reuters), 23/10/2026; Ansa/Eliseo, 21/10/2026; Agi, 23/10/2026
Aggiornamento 25 ottobre · Usa, investimenti nell'auto
Sabato 24 ottobre, in un comizio a Perry, in Georgia, Donald Trump ha annunciato che Audi costruirà la sua prima fabbrica negli Stati Uniti, vicino a Macon, con una capacità di 200mila Suv all'anno. Trump ha parlato di un investimento di 4,2 miliardi di dollari, il governatore Brian Kemp e Reuters di 4 miliardi; secondo Kemp i posti di lavoro saranno circa 4.500, con lavori sul terreno dal 2027, costruzione dal 2028 e produzione piena prevista nel 2031. Il senatore repubblicano Bernie Moreno attribuisce l'investimento ai dazi. Sul mercato europeo, venerdì Stellantis ha perso il 6,29% a Piazza Affari dopo i dati sulle vendite europee di settembre e il taglio del prezzo obiettivo di HSBC da 4 a 3,30 euro (QuiFinanza).
Fonte: Fox News, 25/10/2026; Reuters/pool Casa Bianca, 25/10/2026; QuiFinanza, 23/10/2026
Aggiornamento 25 ottobre · Energia e mercati
Il Brent ha chiuso venerdì 23 ottobre a 116,72 dollari al barile (+3,1%), massimo da aprile, con un picco di 117,45 in seduta; il Wti ha superato i 103 dollari e il gas al Ttf è salito a 93,21 euro al megawattora (+3,5%). L'oro ha chiuso a 4.011,71 dollari l'oncia (−3,8% sulla settimana secondo Rio Times; Kitco calcola −4,12% a 3.995,81). A Wall Street il Dow Jones ha perso l'1,23% a 52.215,16 punti e il rendimento del Treasury decennale è salito al 4,988%. La settimana prossima decidono la Fed (28 ottobre), la Bce (29) e la Banca del Giappone (30): per la Fed il sondaggio Reuters citato da Newsquawk vede 94 economisti su 100 per tassi fermi al 3,75-4%.
Fonte: MarketScreener (Reuters), Ansa, Yahoo Finance, Newsquawk, 23/10/2026; Arbiterz, Rio Times, Kitco, 24/10/2026
Aggiornamento 26 ottobre · Canada
Domenica 25 ottobre, in un comizio a Port Huron, in Michigan, al confine con il Canada, Trump ha previsto che la disputa sui dazi con Ottawa sarà risolta presto, senza dare dettagli: «Lo sistemeremo molto presto. In questo momento sono disposti a darci qualsiasi cosa». Ha ripetuto che servono dazi più alti sulle merci canadesi perché il Canada «approfitta» degli Stati Uniti. L'ufficio del premier Mark Carney non ha commentato. In Michigan il candidato repubblicano al Senato Mike Rogers ha preso le distanze dai dazi sull'auto: «Mi preoccupano un po'».
Fonte: Reuters (via Freedom 96.9), 26/10/2026; Fox News, 25/10/2026
Aggiornamento 26 ottobre · Energia e mercati
Lunedì all'apertura asiatica il Brent perdeva l'1% a 115,48 dollari al barile e il greggio americano l'1,1% a 102,08; la settimana scorsa il Brent era salito del 6,2%. Il Nikkei cedeva lo 0,8% e il Kospi ha aperto in calo dello 0,92%, prima dei conti di SK hynix e Samsung; i futures sull'S&P 500 salivano dello 0,2%, il Treasury decennale era al 5% e il dollaro a 157 yen. In settimana decidono la Fed (28 ottobre), la Bce (29) e la Banca del Giappone (30): il mercato si aspetta tassi fermi.
Fonte: Reuters (via Global Banking & Finance Review), 26/10/2026; Korea Times/Yonhap, 26/10/2026
Aggiornamento 27 ottobre · Canada
Dopo quasi due mesi di stallo i negoziati tra Canada e Stati Uniti sono ripartiti a livello politico, guidati per Ottawa dal ministro Dominic LeBlanc; i negoziati tecnici formali non sono ancora iniziati (Global News). Secondo Reuters, citata da Global News, i due Paesi lavorano a un'intesa per ridurre i dazi Usa su acciaio e auto canadesi prima del voto americano di metà mandato del 3 novembre. Lunedì il premier Mark Carney ha detto che gli Stati Uniti si stanno «avvicinando alla nostra posizione» e che il Canada «è pronto a firmare un accordo» nell'interesse dei canadesi; alla domanda se Trump lo rispetterebbe, ha risposto di non saperlo (Ctv, Global News). I nodi restano la libertà del Canada di firmare accordi con altri Paesi e quali dazi su auto, acciaio e alluminio resterebbero in vigore. Secondo la senatrice Susan Collins, Trump ha accettato di togliere i dazi su cartone ondulato, contenitori di plastica e alcune macchine agricole canadesi.
Fonte: Global News, Ctv News, 26/10/2026
Aggiornamento 27 ottobre · Cina e mercati
Il 10 novembre scade la sospensione decisa da Pechino (Annuncio n. 70) dei controlli sull'export introdotti nell'ottobre 2025: la regola extraterritoriale dello 0,1%, cinque terre rare in più e i materiali per batterie; a metà ottobre non risultava alcuna proroga. Le licenze sulle sette terre rare pesanti dell'aprile 2025 non sono mai state sospese: secondo le dogane cinesi l'export di disprosio, terbio e ittrio resta circa il 50% sotto i livelli precedenti. Il 28 settembre il ministero del Commercio cinese ha indicato il 10 gennaio 2027 come scadenza dell'intesa che sospende alcune misure tariffarie tra i due Paesi. Martedì all'apertura asiatica il Brent scendeva dello 0,57% a 115,15 dollari e il Wti dello 0,43% a 101,32, sulle speranze legate ai colloqui di Teheran tra Iran, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan.
Fonte: Electronics Risk Brief, 26/10/2026; Reuters (via Business Standard), 27/10/2026
Aggiornamento 2 novembre · Ue e Canada
Il 30 ottobre a Montréal Ursula von der Leyen, António Costa e il premier canadese Mark Carney hanno firmato la dichiarazione «Alleanza per il futuro». A settembre von der Leyen aveva proposto di fare del Canada il primo «membro associato» dell'Ue, ma Germania, Italia, Francia e Grecia hanno obiettato per l'assenza di una base giuridica. Secondo Adnkronos sull'intesa hanno pesato anche le minacce di dazi di Trump. Carney: «Non è un esercizio di marketing».
Fonte: Ansa, 30/10/2026; Adnkronos Eurofocus, 30/10/2026
Aggiornamento 2 novembre · Mercati
Venerdì 30 ottobre il Nasdaq 100 ha perso il 3,5%, la peggior seduta da giugno, dopo i conti di Alphabet e Amazon. Lunedì 2 novembre le Borse asiatiche aprivano incerte; in Cina, dopo il calo dell'8,5% del Csi 300 a ottobre, la banca centrale incontra le banche per sostenere i listini. Resta la scadenza del 10 novembre per la sospensione cinese dei controlli sull'export di terre rare.
Fonte: Bloomberg (via Swissinfo), 02/11/2026; investingLive, 01/11/2026
Il quadro d'insieme

Dal "Liberation Day" alla sentenza della Corte Suprema, la tariffa media Usa sulle importazioni ha toccato oltre il 17%, il livello più alto dalla Grande Depressione — anche dopo l'annullamento dei dazi IEEPA, restano infatti in vigore i dazi settoriali e quelli ereditati dal primo mandato Trump.

Per l'Italia e l'Europa, l'accordo di Turnberry (dazio generale 15%, comprese le auto) resta il quadro di riferimento, ma il Parlamento europeo lo considera "in sospeso" dopo la sentenza Usa di febbraio 2026, perché la nuova Section 122 rischia di sommarsi ad altre tariffe superando proprio quella soglia del 15% concordata.

A ottobre 2026 sul commercio pesa soprattutto l'energia: il Brent ha chiuso il 16 ottobre a 109,86 dollari al barile (+3,7%), dopo aver toccato i 110 dollari per la prima volta da maggio, spinto dagli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz e dai raid ucraini sulle raffinerie russe (EnergyNow); il gas europeo ad Amsterdam è salito a 89 euro al megawattora (+2,9%, Ansa), e in Italia la benzina self costa in media 2,035 euro al litro e il gasolio 2,252 (MIMIT, 13 ottobre). Washington ha sospeso fino al 7 aprile 2027 le sanzioni sul diesel russo per contenere i prezzi dei carburanti, una scelta che l'Unione europea ha escluso di seguire e di cui dodici senatori Usa dei due partiti hanno chiesto la revoca il 13 ottobre. Dopo la sospensione dei dazi secondari della legge Graham, il 19 ottobre il Brent è sceso all'apertura asiatica a 107,98 dollari (-1,7%, ABC News); in Italia la benzina self costa in media 2,029 euro al litro e il gasolio 2,257 (MIMIT via Agenzia Nova, 18 ottobre).

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