← Il Contribuente ← Tutti i dossier "Guerre"
Approfondimento fisso · Guerre

Palestina e Israele:
dalle origini a oggi

Quasi ottant'anni di guerre, occupazione, attentati, espulsioni, insediamenti, blocchi, negoziati falliti e violenza. Un dossier per leggere la guerra di Gaza dentro la storia che l'ha preceduta.

Dossier di Il Contribuente · storia · numeri · diritto internazionale · confronto

Il conflitto israelo-palestinese non nasce il 7 ottobre 2023. La guerra attuale è l'ultima e più devastante fase di una storia iniziata decenni prima. Questo dossier mette a confronto la storia palestinese e quella israeliana, separando i fatti documentati dalle interpretazioni politiche e distinguendo le responsabilità dei diversi attori.

Ultimo aggiornamento editoriale: 2 novembre 2026 · per i dati della guerra in corso verificare sempre gli ultimi report ONU/OCHA
Timeline Confronto Genocidio Diritto internazionale Gaza oggi Fonti
Il nodo centrale della guerra di Gaza

Genocidio: cosa sostengono le Nazioni Unite

``` La questione del genocidio è diventata uno dei principali nodi giuridici e politici della guerra. La Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha concluso, nel settembre 2025, che Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, individuando quattro atti previsti dalla Convenzione sul genocidio. ```

``` Nel 2026 la Commissione ha ribadito le proprie conclusioni, parlando di prosecuzione del genocidio e di altri crimini internazionali. Si tratta di una conclusione di un organismo ONU indipendente, distinta dalla sentenza definitiva della Corte internazionale di giustizia. ```

Conclusione della Commissione d'inchiesta ONU · non ancora sentenza definitiva CIJ

Una storia in otto fasi

Per capire il presente bisogna distinguere la nascita dello Stato di Israele, la questione dei profughi palestinesi, l'occupazione dei territori del 1967, la nascita di Hamas, il blocco di Gaza, le guerre precedenti e infine il 7 ottobre 2023.

1917 – 1947

Il mandato britannico e le origini del conflitto

```

Dopo la Prima guerra mondiale la Palestina passa sotto mandato britannico. Nel frattempo cresce il movimento sionista, che sostiene la creazione di una patria nazionale ebraica, mentre la popolazione araba palestinese rivendica autodeterminazione e continuità territoriale.

L'immigrazione ebraica aumenta soprattutto negli anni Trenta e Quaranta, anche in conseguenza delle persecuzioni europee e dell'Olocausto. Crescono contemporaneamente le tensioni tra comunità ebraica e araba.

```
1947 – 1949

Partizione, nascita di Israele e Nakba

```

Nel 1947 l'Assemblea generale dell'ONU approva il piano di partizione della Palestina mandataria in uno Stato ebraico e uno arabo, con un regime internazionale per Gerusalemme.

La leadership sionista accetta il piano come base per la nascita dello Stato; la leadership araba palestinese e gli Stati arabi lo respingono.

Nel maggio 1948 viene proclamato lo Stato di Israele. La guerra provoca la fuga e l'espulsione di una parte enorme della popolazione palestinese.

```
```
La Nakba

Circa 700.000 palestinesi furono costretti a lasciare le proprie case o divennero profughi durante la guerra del 1948.

```
1949 – 1967

Israele, i profughi palestinesi e l'assenza di uno Stato arabo palestinese

```

Dopo la guerra Israele controlla un territorio maggiore rispetto a quello previsto dal piano ONU del 1947. La Cisgiordania passa sotto controllo giordano e Gaza sotto amministrazione egiziana.

I palestinesi rimasti senza casa diventano una popolazione di rifugiati distribuita tra Gaza, Cisgiordania, Giordania, Libano, Siria e altri Paesi.

La questione dei profughi e il mancato riconoscimento di uno Stato palestinese diventano due dei problemi centrali del conflitto.

```
1967

La guerra dei Sei Giorni e l'occupazione

```

Nel giugno 1967 Israele sconfigge Egitto, Giordania e Siria e conquista la Cisgiordania, Gerusalemme Est, la Striscia di Gaza, il Sinai e le alture del Golan.

Il Sinai viene successivamente restituito all'Egitto. Gaza e la Cisgiordania diventano invece il centro della questione dell'occupazione palestinese.

Nei decenni successivi si sviluppa anche il sistema degli insediamenti israeliani nei territori occupati, considerati illegali dal diritto internazionale dalla maggior parte degli organismi internazionali.

```
1987 – 1993

Prima Intifada e nascita di Hamas

```

Nel 1987 esplode la prima Intifada palestinese contro l'occupazione israeliana. La protesta comprende scioperi, manifestazioni, boicottaggi e violenze.

Nello stesso periodo nasce Hamas, organizzazione islamista palestinese che combina attività politica, sociale e armata e che nel corso degli anni diventerà uno dei principali attori del conflitto.

```
1993 – 2000

Oslo: la grande occasione mancata

```

Gli accordi di Oslo del 1993 portano al reciproco riconoscimento tra Israele e Organizzazione per la Liberazione della Palestina e alla nascita dell'Autorità Palestinese.

Il processo avrebbe dovuto portare a una soluzione definitiva, ma le questioni fondamentali — Gerusalemme, confini, insediamenti, rifugiati e sicurezza — rimangono irrisolte.

L'assassinio del premier israeliano Yitzhak Rabin nel 1995 e l'aumento delle violenze indeboliscono ulteriormente il processo.

```
2000 – 2005

Seconda Intifada

```

Il fallimento dei negoziati e la visita di Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee nel 2000 contribuiscono all'esplosione della seconda Intifada.

La fase è caratterizzata da attentati suicidi palestinesi contro civili israeliani, operazioni militari israeliane, incursioni nei territori palestinesi e un numero elevatissimo di vittime da entrambe le parti.

```
```
Bilancio

Secondo B'Tselem, tra il 29 settembre 2000 e il 1° gennaio 2005 furono uccisi circa 3.179 palestinesi e circa 1.010 israeliani.

```
2005 – 2022

Gaza, Hamas, blocco e guerre ricorrenti

```

Nel 2005 Israele ritira permanentemente le proprie forze e gli insediamenti dalla Striscia di Gaza.

Nel 2006 Hamas vince le elezioni legislative palestinesi. Nel 2007 Hamas prende il controllo militare e politico della Striscia dopo lo scontro con Fatah.

Israele ed Egitto impongono successivamente un sistema di restrizioni e blocco sull'accesso a Gaza.

Seguono grandi escalation militari nel 2008-09, 2012, 2014 e 2021.

```
7 ottobre 2023

L'attacco di Hamas

```

Il 7 ottobre 2023 Hamas e altri gruppi armati palestinesi attaccano il territorio israeliano. Vengono uccise circa 1.200 persone, in larga maggioranza civili, e centinaia di persone vengono prese in ostaggio.

L'attacco rappresenta la più grave strage di cittadini israeliani in un singolo giorno nella storia recente dello Stato di Israele.

Israele dichiara guerra ad Hamas e avvia una vasta operazione militare nella Striscia di Gaza.

```
2023 – 2026

Gaza: distruzione, sfollamento e accuse di genocidio

```

L'offensiva israeliana produce una distruzione senza precedenti nella Striscia di Gaza, con enormi perdite tra la popolazione civile, distruzione di abitazioni, ospedali, scuole, infrastrutture idriche e reti elettriche.

Le autorità israeliane sostengono che l'obiettivo delle operazioni sia Hamas e che la guerra sia una risposta necessaria all'attacco del 7 ottobre e alla minaccia rappresentata dall'organizzazione armata.

Organismi ONU, organizzazioni per i diritti umani e numerosi esperti internazionali hanno invece documentato condizioni che comprendono uccisioni di civili, distruzione su vasta scala, sfollamento e gravi restrizioni all'accesso a cibo, acqua, cure e beni essenziali.

```

Israele e Palestina: il confronto

Il confronto non significa mettere sullo stesso piano ogni evento. Significa capire quali sono le esperienze, le paure, le responsabilità e gli obiettivi dei due principali schieramenti.

Prospettiva palestinese

Terra, occupazione e autodeterminazione

    ```
  • La perdita delle case e della terra nel 1948 rappresenta il nucleo della memoria nazionale palestinese.
  • La mancata nascita di uno Stato palestinese indipendente rimane una questione centrale.
  • La Cisgiordania è sottoposta a occupazione militare israeliana dal 1967.
  • Gli insediamenti israeliani sono considerati illegali dal diritto internazionale.
  • Gaza è stata sottoposta per anni a pesanti restrizioni sull'ingresso e l'uscita di persone e merci.
  • La popolazione palestinese rivendica autodeterminazione, sovranità e un proprio Stato.
  • ```
Prospettiva israeliana

Sicurezza, sopravvivenza e autodifesa

    ```
  • La storia ebraica è segnata da secoli di persecuzioni, culminate nell'Olocausto.
  • La nascita di Israele viene vista come la creazione di uno Stato-rifugio per il popolo ebraico.
  • Israele considera Hamas e altri gruppi armati una minaccia diretta alla propria popolazione.
  • Il 7 ottobre 2023 viene considerato una prova della necessità di garantire la sicurezza attraverso la forza.
  • Israele sostiene che le operazioni militari siano dirette contro Hamas e non contro la popolazione palestinese.
  • Il governo israeliano respinge l'accusa di genocidio.
  • ```

Le principali differenze

Tema Prospettiva palestinese Prospettiva israeliana
1948 Nakba, espulsione/fuga e perdita della terra. Guerra d'indipendenza e nascita dello Stato di Israele.
1967 Inizio dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi. Guerra preventiva e conquista territoriale in risposta a una minaccia regionale.
Insediamenti Espansione territoriale e ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese. Questione di sicurezza, storia e ideologia per parte della società israeliana.
Hamas Movimento nato nel contesto dell'occupazione e della resistenza, ma responsabile anche di attacchi contro civili. Organizzazione terroristica e minaccia alla sicurezza nazionale.
Gaza Blocco, isolamento e crisi umanitaria. Misure di sicurezza necessarie per impedire il riarmo di Hamas.
7 ottobre Evento che apre una nuova fase di guerra devastante. Massacro e trauma nazionale che giustificano una risposta militare contro Hamas.
Guerra di Gaza Distruzione della società palestinese e possibile genocidio. Campagna militare contro Hamas e diritto all'autodifesa.
Approfondimento · genocidio

Perché oggi si parla di genocidio a Gaza?

``` La Convenzione ONU del 1948 definisce genocidio determinati atti commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. ```

La posizione della Commissione d'inchiesta ONU

``` La Commissione d'inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite ha concluso nel 2025 che Israele ha commesso genocidio nella Striscia di Gaza. ```

``` La Commissione ha individuato quattro categorie di atti previste dalla Convenzione sul genocidio: ```

Perché è importante distinguere ONU e Corte internazionale di giustizia?

``` La Commissione d'inchiesta ONU e la Corte internazionale di giustizia sono organismi differenti. ```

``` Nel procedimento promosso dal Sudafrica contro Israele, la Corte internazionale di giustizia ha adottato misure provvisorie a partire dal gennaio 2024, chiedendo a Israele di adottare misure per prevenire atti rientranti nella Convenzione sul genocidio e proteggere i palestinesi di Gaza. ```

``` Questo non equivale a una sentenza definitiva che abbia già stabilito la responsabilità di Israele per genocidio. Il procedimento davanti alla Corte riguarda proprio l'accertamento giuridico delle violazioni della Convenzione. ```

La posizione di Israele

``` Israele respinge l'accusa di genocidio e sostiene che le proprie operazioni siano dirette contro Hamas e altri gruppi armati, non contro la popolazione palestinese in quanto tale. Il governo israeliano contesta inoltre le ricostruzioni che attribuiscono alle operazioni un intento genocidario. ```

Gaza: la situazione umanitaria

``` Secondo l'ultimo rapporto OCHA disponibile al 28 agosto 2026, la situazione umanitaria nella Striscia rimane critica. La popolazione continua a vivere tra distruzione, sfollamento, carenza di servizi essenziali e restrizioni all'accesso. ```

```
94% della popolazione di Gaza necessita di assistenza abitativa e beni non alimentari secondo la valutazione dello Shelter Cluster citata da OCHA.
58% della popolazione affronta condizioni abitative o accesso ai servizi essenziali classificati come critici o catastrofici.
1.481 palestinesi risultano uccisi (e 5.254 feriti) secondo il Ministero della Salute di Gaza nell'anno successivo al cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, nel dato al 10 ottobre 2026 ripreso da Al Jazeera. Il bilancio dal 7 ottobre 2023 è salito al 15 ottobre a 74.396 morti e 175.449 feriti (Ministero della Salute di Gaza, via Wafa). Al 12 ottobre, secondo lo stesso ministero ripreso da Antiwar.com, i morti dalla tregua sono almeno 1.493 (Reuters riporta «almeno 1.400»); al 15 ottobre, secondo il bollettino ripreso da Wafa, sono 1.505, con 5.332 feriti e 838 corpi recuperati. Al 18 ottobre il bilancio dal 7 ottobre 2023 è di 74.475 morti e 175.517 feriti (Ministero della Salute di Gaza), salito al 19 ottobre a 74.480 morti e 175.539 feriti (via Wafa) e al 22 ottobre a 74.498 morti e 175.616 feriti; dalla tregua i morti sono 1.538, i feriti 5.498 e i corpi recuperati almeno 841 (Ministero della Salute di Gaza, via Wafa); il bollettino del 24 ottobre porta il totale a 74.540 morti e 175.678 feriti (Ministero della Salute di Gaza). Al 25 ottobre i morti dal 7 ottobre 2023 sono 74.544 e i feriti 175.692; dalla tregua almeno 1.551 morti e 5.573 feriti (Ministero della Salute di Gaza, via Al Jazeera). Lo stesso giorno un raid israeliano sull'Università islamica di Gaza City uccide tre guardie di sicurezza. Il 26 ottobre un raid su un campo di sfollati a Khan Younis uccide quattro persone, tra cui Jouri al-Soufi, sette anni; secondo fonti mediche il totale sale a 74.555 morti e 175.727 feriti, con 1.559 morti e 5.608 feriti dalla tregua. Nella notte precedente un incendio, che il ministero dei Lavori pubblici di Gaza attribuisce a droni israeliani, distrugge un campo allo svincolo di Shujayea e lascia senza riparo oltre 800 persone (Al Jazeera). A Hebron, dopo l'attacco del 23 ottobre a un posto di blocco in cui sono morti due soldati israeliani e i due assalitori, Israele ha chiuso la città e nella notte sul 24 ha avviato un'operazione di più giorni; Wafa riferisce demolizioni a Farsh al-Hawa, il ministero degli Esteri palestinese parla di «punizione collettiva» e l'Onu si dice «estremamente allarmata» per le restrizioni a movimenti e servizi di base (The Times of Israel, Xinhua, Anadolu). Il 24 ottobre l'esercito ordina nella notte lo sgombero di intere zone di Hebron: il sindaco Youssef al-Jaabari parla di circa 2.200 sfollati, il ministro della Difesa Israel Katz di circa 2.000, e il comune di circa 35 ettari distrutti o destinati alla demolizione; in Cisgiordania, sotto chiusura totale, i raid toccano almeno 15 località con circa 70 arresti, e B'Tselem afferma che le misure possono configurare crimini di guerra (The National Desk, Afp/Taipei Times). Il 25 ottobre l'Autorità palestinese conta 2.670 sfollati a Hebron; l'esercito annuncia la chiusura della Cisgiordania per i palestinesi nel giorno del voto israeliano del 27 ottobre (The Times of Israel, Haaretz). Il 26 ottobre Wafa conta 3.971 sfollati a Hebron, tra cui circa 200 bambini sotto i due anni; il Club dei prigionieri palestinesi segnala oltre 80 arresti. Secondo la tv pubblica Kan, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha proposto di chiudere l'operazione perché gli obiettivi erano raggiunti, ma Netanyahu ha respinto la proposta (The New Arab, Uni). In Cisgiordania, il 17 ottobre a Taybeh coloni mascherati aggrediscono una delegazione di diplomatici di Francia, Belgio e Polonia; l'Ue chiede «piena responsabilità» e, secondo l'Ocha ripreso da Al Jazeera, gli attacchi legati alla raccolta delle olive sono già quasi 200, più dei 185 dell'intera stagione 2025.
1,98 milioni persone stimate bisognose di assistenza abitativa e beni non alimentari.
```

La Cisgiordania: il conflitto che continua fuori da Gaza

La guerra di Gaza non esaurisce il conflitto israelo-palestinese. In Cisgiordania continuano insediamenti, operazioni militari, restrizioni alla mobilità, demolizioni e violenza dei coloni. Il 12 ottobre 2026 l'Alta corte di giustizia israeliana ha ordinato a ministero della Difesa ed esercito di presentare entro il 23 novembre un calendario per il rientro degli abitanti nei campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams, svuotati dall'operazione «Muro di ferro» del gennaio 2025, pur riconoscendo che oggi non ci sono le condizioni di sicurezza per un ritorno immediato; secondo i dati Onu depositati in giudizio e riportati da The Media Line, oltre 33mila persone non possono ancora tornare a casa. Il ministro della Difesa Israel Katz ha replicato che la presenza dell'esercito nei campi è «permanente» (fonti: The Times of Israel, The Media Line). Al 31 ottobre il ministero della Salute di Gaza conta 74.594 morti e 175.834 feriti dal 7 ottobre 2023 (via Abna). Il 29 ottobre l'Egitto annuncia l'invio di decine di tonnellate di farina, mentre dalla Striscia arrivano nuove segnalazioni di carenza di pane (Ansa). Il 29 ottobre la Farnesina riferisce che cinque attivisti italiani sono stati fermati in Cisgiordania e chiede il loro rilascio (Ansa).

```
79
Palestinesi uccisi da forze israeliane o coloni in Cisgiordania dall'inizio del 2026, secondo OCHA al 28 agosto 2026.
```
```
~1.870
Palestinesi feriti in Cisgiordania nello stesso periodo, secondo OCHA.
```
```
24
Famiglie palestinesi costrette a lasciare le proprie case dall'inizio del 2026 in seguito a procedimenti di sfratto a Gerusalemme Est, secondo OCHA.
```

Le responsabilità non sono un gioco a somma zero

```
Violazioni attribuite a Israele

Occupazione, insediamenti e guerra

Organismi internazionali hanno documentato occupazione, espansione degli insediamenti, demolizioni, restrizioni alla mobilità, sfollamenti e una devastante campagna militare a Gaza.

Le accuse più gravi riguardano crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio.

```
```
Violazioni attribuite a Hamas e altri gruppi armati

Attacchi contro civili e ostaggi

Hamas e altri gruppi armati palestinesi sono responsabili di uccisioni deliberate di civili, presa di ostaggi, attacchi indiscriminati e altre gravi violazioni del diritto internazionale.

La condanna di questi crimini non cancella le responsabilità derivanti dalle azioni dello Stato israeliano.

```
Il punto centrale

``` Il 7 ottobre 2023 non può essere cancellato dalla storia, ma nemmeno può essere utilizzato per cancellare la storia precedente. ```

``` L'attacco di Hamas contro civili israeliani e la presa degli ostaggi costituiscono crimini gravissimi. Allo stesso tempo, le responsabilità di Israele come Stato, potenza occupante e forza militare devono essere valutate secondo le regole del diritto internazionale. ```

``` Il risultato è un conflitto nel quale esistono vittime, responsabilità e traumi su entrambi i lati, ma nel quale il rapporto di forza militare e il livello di distruzione prodotto a Gaza rendono impossibile un'analisi seria basata soltanto sulla formula "due parti ugualmente responsabili". ```

Cosa resta da risolvere

Questione Problema
Confini Quali saranno i confini di Israele e di un eventuale Stato palestinese?
Gerusalemme Quale sarà lo status della città e dei suoi luoghi religiosi?
Insediamenti Cosa accadrà agli insediamenti israeliani in Cisgiordania?
Profughi Come affrontare il diritto al ritorno, il risarcimento e lo status dei milioni di rifugiati palestinesi?
Sicurezza Come garantire che Israele non subisca nuovi attacchi contro civili?
Gaza Chi governerà la Striscia e come verrà ricostruita?
Stato palestinese Se e come nascerà uno Stato palestinese territorialmente continuo e politicamente indipendente.

Fonti principali